Italia

Cartia d’Asero (Gruppo24Ore): Formare i manager su sostenibilità, digitale e internazionalizzazione

di Angelica Migliorisi

In Italia oltre due terzi delle aziende fatica a trovare manager e figure dirigenziali nel 2023. E’ quanto emerge dall’Osservatorio 4.manager su dati Anpal. Un dato in crescita dell’11,5% sull’anno precedente. Per far fronte a questo mismatch è stato presentato “For-Manager” progetto di politiche attive per il lavoro promosso dal Gruppo24Ore e 4.Manager, associazione costituita da Confindustria e Federmanager. Un progetto dedicato a 100 manager inoccupati che hanno necessità di risintonizzarsi con il mercato del lavoro approfondendo tematiche come sostenibilità, digitale e internazionalizzazione. La formazione continua è fondamentale per tutti i profili professionali e soprattutto per i manager che hanno il compito di guidare le aziende nei processi evolutivi, come ha sottolineato Mirja Cartia d’Asero, ad del Gruppo24Ore.
“È sempre più evidente che la difficoltà di reperimento di figure dirigenziali in Italia è strettamente connessa ai processi di trasformazione che stanno interessando le aziende. Da qui l’urgenza di investire in nuovi paradigmi formativi”. Così Stefano Cuzzilla, Presidente 4.Manager e Federmanager, in occasione della presentazione del progetto ‘For-Manager’, promosso dal Gruppo 24 Ore e da 4.Manager, volto a colmare le crescenti difficoltà di reperimento di figure dirigenziali in Italia. “Le imprese - ha continuato - stanno vivendo l’obsolescenza delle competenze tradizionali, dovuta all’innovazione accelerata, a modelli economici sempre più dinamici e interconnessi e alle nuove aspettative dei lavoratori, in particolare riguardo alla sostenibilità e all’equilibrio vita-lavoro. In questo momento per inserirsi nel mondo del lavoro è necessaria una formazione continua, ma anche farla su ciò che si aspettano le aziende: oggi oltre il 66% non sta trovando le skill che servono. Fondamentale è lavorare sull’innovazione digitale, sulla cyber sicurezza e sull’IA, ma anche sul network, come nel modello che abbiamo messo in piedi con il Sole 24 Ore, perché c’è bisogno a 360 gradi di una formazione in presenza, oltre che online. Dobbiamo tornare allo scambio tra le persone, con l’uso delle tecnologie ai massimi livelli”.
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