Italia

Capodanno Roma, Calenda: "Tony Effe? Suoni dove vuole, ma non può essere pagato con soldi pubblici"

(LaPresse) "Al concerto di Tony Effe vorrei avere come alternativa la tortura", inizia con una battuta la risposta di Carlo Calenda, all'esterno di Montecitorio, ai cronisti che gli chiedevano un commento sulla polemica scoppiata dopo il ritiro dell'invito al trapper sul palco del concertone di capodanno a Roma. "Io penso che i testi delle canzoni di Tony Effe siano rivoltanti", ha premesso il leader di Azione, che ha poi però affermato: "Non è che Tony Effe non può fare i concerti. Il punto è che non glielo può pagare un'istituzione pubblica". Calenda continua: "Questo però lo dovevano sapere prima. Ma come li selezionano? Io non li ascolto, ma immagino che qualcuno li ascolti prima di mandarli da qualche parte", ribadendo quindi che, da liberale, per lui Tony Effe "può cantare dove vuole" ma "quello che conta è che non si può pagare con i soldi pubblici il concerto di uno che parla delle donne come di un oggetto sessuale a disposizione di un uomo, perché di questo problema ne abbiamo piene le cronache", conclude Calenda.
Riproduzione riservata ©
loading...