Italia

Buonissima 2026, Torino mette a tavola arte, cultura e tradizione

Milano, 5 ott. (askanews) - Dai palazzi sabaudi alle vecchie piole, a Torino il cibo attraversa luoghi, arte e tradizioni. Palazzo Madama, la GAM, le Gallerie d'Italia, i caffè storici della città, sono alcuni dei luoghi di Buonissima, che dal 21 al 25 ottobre torna con oltre 150 chef e più di 200 appuntamenti. Per la sua sesta edizione, la manifestazione enogastronomica porta l'alta cucina in alcuni dei luoghi simbolo di Torino. Palazzo Madama ospiterà la cena inaugurale con dieci grandi chef; mentre alla GAM, nella Sala del Riposo, si incontreranno Niko Romito e Jeremy Chan per una proposta stellata a quattro mani; Alle Gallerie d'Italia cucina e arte contemporanea torneranno a dialogare. E alla Nuvola Lavazza, nel ristorante stellato Condividere, Federico Zanasi incontrerà Yannick Alléno e Franco Pepe. Ma il cuore di Buonissima è anche nell'incontro tra due mondi apparentemente distanti, ha spiegato Luca Iaccarino, giornalista gastronomico e fra i tre fondatori della manifestazione: "La cucina piemontese, gli agnolotti, le acciughe al verde, i tajarin valgono tanto quanto un grande chef ed è nell'incontro tra questi grandi nomi, tra la cucina contemporanea mondiale e la cucina tradizionale e anche contemporanea piemontese che sboccia la nostra manifestazione". L'anima più popolare del festival è Piolissima, la festa delle vecchie osterie torinesi, con appuntamenti che mescolano cucina e convivialità seguendo due regole, come ha sottolineato Iaccarino: "La prima è che durante le serate di Piolissima deve succedere qualcosa da piola. O si gioca a carte o si gioca a bocce, ci sono gli alpini che cantano, il signore con la chitarra o il violino. Insomma, deve succedere qualcosa da festa. E la seconda è che non possono mancare le acciughe al verde che, secondo noi, sono un distillato di piemontesità". E così, tra una cena stellata in un museo e una serata pop in osteria, tra bagna cauda e karaoke, per cinque giorni sarà Torino stessa a diventare il grande tavolo di Buonissima.
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