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Attentato Ranucci, il conduttore di Report in procura a Roma: "Non si esclude alcuna pista"

(LaPresse) Sigfrido Ranucci è stato ascoltato dalla Procura della Repubblica di Roma nell’ambito dell’inchiesta sull’attentato dinamitardo subito nell’ottobre scorso davanti alla sua abitazione. L’audizione arriva due giorni dopo l’arresto di quattro presunti responsabili. Il conduttore di Report è stato sentito dal procuratore capo Francesco Lo Voi e dai magistrati della Direzione distrettuale antimafia titolari del fascicolo. All’uscita dagli uffici giudiziari, Ranucci ha spiegato che l’audizione è servita a ricostruire il contesto della sua attività professionale: "Abbiamo ripercorso un po’ il passato di alcune vecchie inchieste, anche attriti sempre in conseguenza con le inchieste". Alla domanda sul significato di quegli attriti, ha precisato: "Non posso dire nomi, situazioni che hanno creato un conflitto con personaggi che sono stati al centro delle inchieste". Sull’ipotesi che il vero obiettivo dell’attentato potesse essere lui o un autore della trasmissione, il giornalista ha osservato: "È evidente che il fatto che sia stato collocato davanti casa, io ho detto quello che pensavo ai magistrati", senza però indicare elementi conclusivi. Ranucci ha poi sottolineato che gli investigatori stanno valutando ogni possibile pista: "Mi sembrano attivati a 360 gradi. Non si esclude nulla. Nella mia vita personale ho avuto solo scazzi professionali". Anche l’eventualità di un gesto maturato dall’iniziativa di una singola persona resta aperta, ma "stanno ancora lavorando a 360 gradi". Nel corso dell’audizione è stata richiamata anche una precedente inchiesta di Report sui cantieri navali. "Abbiamo ripercorso anche quella, però non è che ci siano indizi che vanno verso quella parte", ha concluso il giornalista, confermando che, al momento, gli accertamenti proseguono senza escludere alcuna ipotesi investigativa.
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