Artico, dalla impresa di Nobile alla geopolitica, il filo rosso della Difesa tra passato, presente e futuro
di Andrea Carli
A un secolo di distanza da una delle imprese più audaci della storia del volo, ossia la spedizione del dirigibile “Norge” che sotto la guida dell’ingegnere Umberto Nobile sorvolò per la prima volta il Polo Nord, l’Italia continua a ricoprire un ruolo di primo piano nell’Artico. Un’area che dispone di risorse energetiche e minerarie strategiche (come nichel, platino, palladio, litio, terre rare e altri). E che le sfide della geopolitica, a cominciare dalle mire del presidente Usa Trump sulla Groenlandia, hanno trasformato in un luogo di competizione tra i pesi massimi internazionali. In questa partita la Difesa è in prima fila. Era infatti il 10 aprile 1926 quando l’aeronave N-1, con a bordo Nobile a capo di un equipaggio internazionale tra cui gli esploratori Roald Amundsen e Lincoln Ellsworth, partì dalla base di Ciampino (Roma) per raggiungere - dopo un viaggio di 13.000 km attraverso l’Europa e il Mar Glaciale Artico - le Isole Svalbard e da lì compiere il primo sorvolo del Polo Nord. Per onorare questa ricorrenza,il 14 aprile l’Aeronautica Militare ha organizzato un convegno dal titolo: “Il volo del Norge 1926: Nobile al Polo Nord”. Obiettivo: raccontare il ruolo storico dell’Aeronautica Militare e della Difesa nelle spedizioni polari e nelle attività di ricerca scientifica in area artica e antartica, evidenziandone il contributo tecnologico e istituzionale, alla presenza di personalità del mondo militare, politico e scientifico. In questa intervista con Il Sole 24 Ore il generale di brigata Carlo Di Somma, presidente del Comitato di indirizzo interforze per l’ambiente Artico, Sub Artico e Antartide, pone l’accento su quel filo rosso che, nella partita dell’Artico, lega passato, presente e futuro. La testimonianza che ne esce è quella di un’Italia che sa fare squadra. «La difesa sicuramente considera la regione artica una area di rilevante interesse geostrategico perché da sempre, nell’ambito dell’Alleanza Atlantica, contribuisce alla difesa dei confini dell’Alleanza», ha ricordato Di Somma. E poi «addestrarsi in un ambiente così permette di spingersi oltre.