Italia

Arriva la campagna "Reuma che? Parlane con il tuo farmacista"

Roma, 12 ott. (askanews) - Per le patologie reumatologiche avere una diagnosi precoce, entro i sei mesi dalla comparsa dei primi sintomi, è fondamentale. Anche in vista di questo,l'APMARR, Associazione Nazionale Persone con Malattie Reumatologiche e Rare, quest'anno tra le attività della campagna di sensibilizzazione e informazione sulle patologie reumatologiche

#diamoduemani2020, ha lanciato l'iniziativa "Reuma che? Parlane

con il tuo farmacista" in collaborazione con Federfarma e Federfarma Lombardia, al via dal 20 ottobre nelle oltre 18.300 farmacie italiane dove rimarrà attiva fino alla fine

dell'anno.

Un'iniziativa importante, spiega Antonella Celano, presidente

APMARR, proprio nel giorno in cui ricorre la Giornata Mondiale delle Malattie Reumatologiche (il 12 ottobre). Per la prima volta, infatti, i cittadini potranno andare in farmacia per togliersi tutti i dubbi che hanno in merito alle patologie reumatologiche, dove troveranno farmacisti formati attraverso corsi specifici, pronti ad aiutarli.

"I farmacisti seguono questi corsi e possano dare informazioni a chi chiede, puntuali e precise. Per riconoscere un sintomo bisogna riconoscere i campanelli d'allarme. "Il nostro obiettivo è sicuramente arrivare a una diagnosi precoce, quindi per evitare costi sociali, invalidità assenze dal lavoro, di essere soggetti a caregiver, è importante avere una diagnosi precoce e quindi mantenere una vita attiva nella società. Però è spesso complicato nelle nostre patologie perché sono tante, hanno sintomi confondenti e nell'immaginario colpiscono solo gli anziani, invece colpiscono anche bambini, giovani e per arrivare a questo è necessario fare molta informazione".

Le farmacie sono un punto di riferimento essenziale per i cittadini che vi si recano per tanti problemi legati alla salute oltre che per l'acquisto di farmaci. "Un coinvolgimento delle farmacie significa arrivare a un numero maggiore di persone tenendo conto del fatto che il farmacista non fa diagnosi ma ascolta, consiglia a chi chiede informazioni di recarsi da un medico di medicina generale e questo, valutando, deciderà o meno di inviare il paziente da uno specialista reumatologo".

In Italia circa il 10% della popolazione è affetta da una delle oltre 100 patologie reumatologiche, senza distinzione di età; se non curate in tempo in alcuni casi possono sconvolgere la vita delle persone. Inoltre, il Covid-19 ha inciso profondamente, secondo i dati dati dell'ultima ricerca dell'Osservatorio APMARR con WeResearch: "Abbiamo avuto circa un 40% di diagnosi precoci in meno, con punte del 70% in meno nel Sud Italia, quindi da questi dati ci rendiamo conto di quanto sia importante dare la possibilità ai pazienti di accedere alle cure e curare in modo appropriato la propria patologia".

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