#Stories di successo

Agricoltura più efficiente con sensori tech e Ia, l’idea di Plantvoice

di Alessia Tripodi

Si chiama Plantvoice la startup agritech con sede a Bolzano che ha ideato una tecnologia innovativa per analizzare la linfa delle piante in tempo reale e valutarne lo stato di stress, consentendo così alle aziende agricole di migliorare la produttività e la qualità delle coltivazioni, con risparmi del 13% grazie alla riduzione dell’irrigazione e dell’uso di fertilizzanti e fitofarmaci. L’idea è venuta a due fratelli, Matteo e Tommaso Beccatelli, co founder della startup, che hanno ideato un sensore fitocompatibile non invasivo che viene introdotto direttamente nel fusto del vegetale e permette di monitorare i dati fisiologici interni della pianta (la linfa, appunto). Una volta captati, i dati vengono inviati in cloud a un software di intelligenza artificiale che li analizza utilizzando algoritmi personalizzati per fornire informazioni dettagliate, per esempio su un eventuale insufficiente apporto d’acqua o su un attacco di batteri e funghi. L’azienda ha stabilito il suo headquarter nel NOI Techpark Südtirol/Alto Adige, il parco scientifico e tecnologico della Provincia autonoma di Bolzano, e vanta collaborazioni accademiche con Eurac Research, Fondazione Bruno Kessler e con le università di Milano, Parma e Verona che hanno seguito le sperimentazioni sul campo e si sono occupate proprio della validazione scientifica del brevetto. Il ceo e co founder Matteo Beccatelli ci racconta la storia di Plantvoice.
Riproduzione riservata ©
loading...