Italia

Accoglienza e solidarietà, "Ponti di fraternità" sulle orme di S.Francesco

Roma, 13 mag. (askanews) - In un tempo segnato da guerre, crisi umanitarie, migrazioni forzate e nuove fratture sociali, il messaggio fraterno di San Francesco d'Assisi risuona con forza e torna di grande attualità. In questo contesto si inserisce "Ponti di fraternità: storie di accoglienza sulle orme di Francesco", l'iniziativa promossa da Antoniano in occasione dell'ottavo centenario dalla morte del Santo di Assisi per analizzare le nuove sfide dell'accoglienza. In uno scenario di crescente fragilità, in cui dall'Ucraina al Libano ci si confronta con le conseguenze di quella che Papa Francesco definì una "terza guerra mondiale a pezzi", a Roma si sono riunite le voci della rete francescana e della Comunità di Sant'Egidio per un momento di riflessione sui valori di pace e convivenza, con le testimonianze dirette dal fronte e di chi ha potuto resistere e ricominciare grazie alla solidarietà. Fra Giampaolo Cavalli, Direttore di Antoniano: "Siamo qui perché ogni giorno siamo impegnati nell'accoglienza di tantissime persone, in modi diversi, che arrivano da storie faticose e ultimamente ancora più faticose, perché la guerra sta impattando sia sulla nostra vita qui che sulla vita di tante persone in giro per il mondo". Le conseguenze dell'instabilità globale, unite al peso del carovita, non investono solo chi giunge nel nostro Paese fuggendo dalla guerra, ma anche il tessuto sociale locale, cambiando profondamente il volto della povertà in Italia. I dati dell'Osservatorio sulla povertà di Antoniano fotografano le richieste dei nuclei familiari e dei singoli individui, sia italiani che stranieri, che bussano alle porte della rete solidale di "Operazione Pane": l'aiuto alimentare resta la richiesta principale per chi si rivolge alla rete solidale, ma cresce il bisogno di supporto per il pagamento delle utenze e l'orientamento al lavoro, insieme a una vulnerabilità sanitaria ed emotiva. Fra Giampaolo Cavalli, Direttore di Antoniano: "Sono mamme, sono giovani, sono anziani che non riescono più ad arrivare a fine mese. Persone che già avevano una vita impegnativa e faticosa da un punto di vista economico e che con la crisi che stiamo vivendo diventa troppo faticoso e alle volte insostenibile. Gli aumenti quasi tutti con doppia cifra di percentuale raccontano di un allargarsi di questa situazione che poi un po' tutti tocchiamo per mano e vediamo, anche se purtroppo resta sempre un po' invisibile". La missione di "Operazione Pane" di Antoniano non si ferma però ai confini nazionali, ma raggiunge direttamente i cuori dei conflitti. Grazie alle realtà francescane attive in Siria e in Ucraina infatti, la rete garantisce complessivamente una media di oltre 26.000 pasti al mese, portando aiuti concreti laddove le tensioni globali colpiscono più duramente. Fra Giampaolo Cavalli, Direttore di Antoniano: "Noi siamo vicini a realtà francescane in Ucraina e in Siria in modo particolare, che sono contesti molto faticosi, e sosteniamo i nostri frati che lì sono vicini al territorio e alle persone che hanno dei bisogni primari molto forti. Cibo prima di tutto, ma anche la possibilità di avere un luogo sicuro dove stare, un luogo protetto per sopravvivere a questo tempo di guerra. Sono due territori in cui la guerra ha fatto disastri e continua a farli". Di fronte a un mondo sempre più frammentato, l'evento "Ponti di fraternità: storie di accoglienza sulle orme di Francesco" ricorda così che l'accoglienza e la cura dell'altro sono le uniche vere risposte alla logica dello scontro.
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