Italia

A Napoli il confronto su colpa medica

Roma, 21 ott. (askanews) - Le nuove regole sulla responsabilità sanitaria al vaglio del Parlamento e i criteri di accertamento della colpa medica sono stati al centro del convegno promosso dalla Corte d'Appello di Napoli, in collaborazione con le associazioni Valore Uomo, presieduta dall'avvocato Giuseppe Mazzucchiello, e Parthenope. L'appuntamento ha rappresentato il secondo incontro di un percorso formativo articolato in tre moduli e dedicato al ruolo dei consulenti tecnici. Un'occasione di approfondimento sulle competenze necessarie per affrontare controversie che richiedono il raccordo tra conoscenze giuridiche, valutazioni medico-scientifiche e tutela della persona. I lavori hanno affrontato le procedure di conciliazione, la valutazione dei danni e i risarcimenti, mettendo in relazione l'accertamento delle responsabilità con gli strumenti per la gestione delle controversie. Tra gli interventi, quello di Maria Rosaria Covelli, presidente della Corte d'Appello di Napoli. Sul passaggio dall'accertamento delle responsabilità alle controversie civili è intervenuto Alberto Michele Cisterna, sostituto procuratore generale presso la Cassazione. Il confronto ha offerto uno spazio di riflessione sul contributo dei consulenti tecnici nella ricostruzione dei fatti e nella valutazione degli elementi rilevanti per il giudizio. Un ulteriore approfondimento ha riguardato la protezione dei dati dei pazienti e le sfide poste dalla digitalizzazione sanitaria, con l'intervento di Ginevra Cerrina Feroni, vicepresidente del Garante per la protezione dei dati personali. Un tema che accompagna l'evoluzione dei servizi sanitari e coinvolge anche la gestione delle informazioni utilizzate nelle attività di consulenza e nei procedimenti giudiziari. L'incontro ha così riunito i diversi aspetti della responsabilità sanitaria: dalla valutazione della condotta professionale alla composizione delle controversie, fino alla riservatezza delle informazioni personali. Un percorso formativo volto a rafforzare il dialogo tra competenze diverse in una materia che incide direttamente sui diritti dei pazienti e sull'attività degli operatori sanitari.
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