Roma, 19 feb. (askanews) - Nel 2017 la sanità integrativa ha pagato oltre 8,3 milioni di prestazioni sanitarie con un valore medio di 433,15 euro ad assicurato. L'ammontare complessivo è stato di 3,6 miliardi di euro. Tuttavia, seppure in crescita, sono ancora solo 13 milioni gli italiani assicurati a una forma di sanità integrativa le cui prestazioni riescono a coprire i due terzi della spesa sanitaria privata.

Ne parla l'amministratore delegato di Rbm Assicurazione Salute, Marco Vecchietti, per il quale è necessario arrivare a un Secondo pilastro sanitario universale. Sarebbe fondamentale per far risparmiare i cittadini, tutti, non solo quelli legati al mondo del lavoro dipendente, e in particolare quelli più vulnerabili nei momenti di bisogno come gli anziani o i non autosufficienti.

"Manca un disegno organico di affiancamento del Servizio Sanitario nazionale" - ha spiegato Vecchietti. "A mio avviso - ha aggiunto - il punto essenziale è informare i cittadini dei grandi risparmi che la sanità integrativa può garantire e soprattutto dell'opportunità di ridurre il rischio di dover pagare di tasca propria delle cure al ricorrere di particolari condizioni".