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Economia

Russia chiama Italia, il nostro Paese insegna a fare PMI

San Pietroburgo (Russia), 6 giu. (askanews) - Focus sulle piccole e medie imprese in Russia al Forum Economico Internazionale di San Pietroburgo (Spief). In una tavola rotonda italo-russa sul dialogo negli affari si è parlato molto della necessità di sviluppare un tessuto di micro e medio business nel Paese di Putin. In Russia infatti ancora imperano le maxi compagnie, ma per arrivare a un giusto equilibrio di concorrenza e competitività, servono anche le Pmi. E sono in molti a sottolinearlo. Da Alessandro Profumo a Fabrizio Di Amato, passando dallo stesso ambasciatore d'Italia in Russia Pasquale Terracciano.

Uomo chiave in questo sviluppo è Vincenzo Trani, nuovo presidente della Camera di commercio italo russa. Trani, anche alla luce della sua grande esperienza nel micro credito, ci spiega:

"Dal 2000 il focus della presidenza Putin è stato quello di creare la classe media, e per crearla non c'è altro strumento se non quello di sostenere lo sviluppo delle piccole e medie imprese. L'Italia ne è maestra, la nostra classe media deriva dalla piccola e media impresa ed è quello il motore essenziale di sviluppo che abbiamo avuto già negli anni 50 e 60".

Quello che la Russia apprezza è quindi il nostro know how. E proprio con una delle più importanti istituzioni bancarie russe, Trani ha firmato allo Spief un vero e proprio investimento sul futuro.

"Un accordo con Veb Innovazii che è la società specializzata nell'innovazione della banca di stato. Firmiamo un accordo tra la Camera di Commercio italo russa e loro, grazie al quale andiamo a prenderci l'incarico di fare scouting sulle opportunità di investimento su imprese start up e non solo".

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