Padova, 1 apr. (askanews) - "La sostenibilità deve nascere dai noi imprenditori, da noi che lavoriamo; deve essere nel nostro animo e solo così può essere vere e concreta": si presenta così, con una idea tanto semplice quanto dirompente, Pierantonio Sgambaro, l'imprenditore che per primo trenta anni fa, nel molino e pastificio di Castello di Godego in provincia di Treviso, ha deciso di puntare su una produzione di pasta da grano100 per 100 italiano e senza pesticidi. La sua idea di sostenibilità e di responsabilità coinvolge un'intera filiera, corta, cortissima, che dal campo arriva al consumatore: lungo un percorso dal minor impatto ambientale possibile. E al termine del percorso,poi - assicura Sgambaro - il consumatore riconosce qualità e apprezza la sostenibilità che il prodotto incarna, riconoscendo ad esso, nel prezzo pagato, il giusto valore per remunerare in modo adeguato il lavoro espresso dall'intera filiera.

Quindi: chicco italiano, produzione senza pesticidi, filiera cortissima, remunerazione del campo e del lavoro. Gli ingredienti che fanno della pasta Sgambaro - come giudicano chef e addetti ai lavori - un'eccellenza della produzione di qualità italiana, sono anche gli elementi base di un modello di impresa che guarda alla sostenibilità non come un obbligo da adempiere, ma come valore e fondamento stesso dell'impresa. Un esempio che giustamente diventa ora un modello da seguire e imitare.

Pierantonio Sgambaro ha condiviso il modello di sostenibilità realizzato dalla sua impresa nel corso dell'incontro i "Territorio della sostenibilità" organizzato a Padova - a Palazzo Bo - per la nona tappa del giro di Italia che il Salone della Csr compie in 12 regione italiane alla scoperta delle migliori esperienze di responsabilità d'impresa diffuse nel Paese.