Roma, (askanews) - "Siamo stati al tavolo con la proprietà, la Pernigotti, rappresentata da professionisti, non c'era quindi la proprietà, e con i rappresentanti dei lavoratori ed enti della regione, io voglio dire una cosa chiara: il marchio è del made in Italy, ma se esiste lo dobbiamo alla tradizione del territorio e ai suoi lavoratori che lo hanno creato e fatto diventare grande".

Così il ministro dello sviluppo economico Luigi Di Maio a margine del tavolo su Pernigotti a Roma, dopo la notizia della chiusura dello stabilimento di Novi Ligure da parte dei proprietari turchi del gruppo Toksoz.

"Noi daremo qualsiasi tipo di disponibilità su cassa integrazione e incentivi per nuove tecnologie nell'azienda ma deve essere chiaro che il destino dei lavoratori non può essere diviso dal destino del marchio. Qui si pensa di smembrarlo, darlo in produzione ad altre aziende e questo farà perdere posti e credibilità. Non è accettabile prendere il marchio e lasciare la gente a casa, lo hanno creato loro il marchio".

Di Maio ha aggiunto: "Il tavolo va avanti ma solo se viene la proprietà. Il presidente del Consiglio in persona convocherà la proprietà turca a palazzo Chigi. Li incontreremo e gli spiegheremo che per noi Pernigotti e i suoi lavoratori sono uniti. Poi se la proprietà turca non vuole più investire in questo stabilimento allora deve dare la totale disponibilità a cedere marchio e stabilimento e noi ci impegneremo a cercare soggetti interessati".