La programmazione del prossimo Bilancio Europeo non prevede il Regno Unito, questo comporterà una perdita di circa 10 miliardi di euro. I tagli riguarderanno soprattutto agricoltura e politica di coesione. Grazie alla debole situazione economica e all'alta disoccupazione giovanile, l'Italia riuscirà però ad avere più risorse rispetto ad altri Paesi. Recentemente sono state introdotte alcune novità che sono favorevoli per il nostro Paese. L'Italia ha infatti presentato un emendamento, che è stato accettato, per superare la norma che prevede che la Commissione Europea possa congelare i fondi di coesione per i Paesi che superano il deficit richiesto. Dato che l'obiettivo dei fondi strutturali è quello di aiutare le Regioni in via di sviluppo e che le decisioni sul deficit dipendono dalle scelte di governo, il congelamento delle risorse colpirebbe il soggetto sbagliato e non sarebbe lo strumento adeguato per l'obiettivo che l'Europa vuole perseguire. Novità anche sulla clausola di flessibilità, che prevede che la spesa pubblica per investimenti non venga calcolata nel computo del deficit. Il parlamento ha approvato queste proposte ma il quadro non è definitivo perché queste dovranno essere ancora negoziate tra Parlamento e Stati membri. Ce ne parla Stefano Riela, docente di Politica economica europea, Università Bocconi