Gondo (askanews) - Una volta i cercatori d'oro erano armati di picconi e setacci, come zio Paperone nelle miniere del vecchio Klondike. Oggi, invece, le "miniere" sono virtuali e, per chi è in cerca di ricchezza, è sufficiente avere un computer, meglio se molto potente. L'ideale è un grande server, come questo che si trova a Gondo, un paesino sperduto tra le Alpi svizzere, dove 900 schede grafiche, equivalenti a 150 supercomputer, quotidianamente, 24 ore su 24, creano criptovalute.

Sotto il controllo di esperti ingegneri informatici i computer della Alpine mining, una startup svizzera specializzata nella creazione di criptovaluta, eseguono complesse equazioni matematiche per dare vita alle cosiddette "blockchain", sorta di libri contabili virtuali e distribuiti per le transazioni anonime e irreversibili in bitcoin. C'è bisogna di tanta energia per far funzionare e per raffreddare questi supercomputer capaci di calcoli complessissimi e a Gondo ci sono le tariffe più basse di tutta la Svizzera proprio perché il comune offre condizioni speciali per attirare nuove compagnie e far crescere l'economia locale.

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"Penso che la gente di Gondo sia contenta di tutto questo movimento - ha spiegato Ludovic Thomas, 26enne direttore di AlpineBlockchain - di vedere tanti giovani e tanta vita nel villaggio. Quando abbiamo incontrato per la prima volta le autorità locali ci hanno detto: questo paese è senza prospettive".

Nel 2000 Gondo è stato colpito da una tragedia: dopo le piogge toprrenziali, una frana ha spazzato via alcuni edifici uccidendo 13 persone. Quell'evento ha messo in ginocchio l'economia locale ma l'avvento delle criptovalute e le possibilità offerte alle startup che gravitano intorno a questo mondo hanno dato nuova linfa vitale al paesino svizzero, divenuto l'Eldorado del nuovo millennio.