Milano (askanews) - Relazioni commerciali storicamente forti, rese ancor più solide dal mercato unico europeo e dalla moneta comune. L'interscambio italo-tedesco vale 121 miliardi di euro nel 2017, ma i rapporti tra i due paesi partner non si esauriscono agli scambi. Un'indagine realizzata dalla direzioni studi e ricerche di Intesa Sanpaolo per la Camera di Commercio Italo-Germanica fa il punto sul valore delle aziende tedesche in Italia. Fabrizio Guelpa, responsabile Industry&Banking Research di Intesa Sanpaolo.

"In Italia ci sono circa 1.900 imprese a controllo tedesco che sviluppano un fatturato di 72 miliardi di euro e sono circa 160mila i concittadini che lavorano in queste aziende. È un impatto rilevante: rapportato all'economia italiana nel suo complesso vuol dire in termini di fatturato circa il 2,5%. Sono imprese tecnologicamente avanzate, generano benessere, fanno tanta ricerca e tanti investimenti".

Il settore più popolare per le aziende a controllo tedesco è quello della distribuzione, con circa 800 imprese attive in Italia. Poi segue il manifatturiero, grazie alla chimica, alla farmaceutica e all'automotive. Erwin Rauhe, presidente della Camera di commercio Italo-Germanica: "Le aziende tedesche investono in Italia per avere accesso al mercato, un mercato di 60 milioni di consumatori con un potere d'acquisto leggermente inferiore a quello europeo. Ma secondo perché in Italia trovano quelle competenze che non sempre riescono a trovare in casa. Le imprese tedesche investono in Italia andando a comprare in maniera mirata delle aziende per aumentare le loro capacità, le loro potenzialità e le loro conoscenze".

Sebbene la distribuzione territoriale sia concentrata in Lombardia, le imprese tedesche sono popolari anche in Veneto e Lazio e registrano una diversificazione geografica maggiore rispetto alle statunitensi e francesi. "Sono molto più localizzate nei distretti industriali italiani. Che è un po' una peculiarità, probabilmente le imprese tedesche hanno saputo cogliere le capacità competitive di questi territori e le sanno ben integrare con le competenze che arrivano dalla Germania". Con benefici che a cascata ricadono su tutto il Paese. "Oggi l'azienda Italia esporta verso la Germania in primis dei semilavorati, mentre il prodotto tedesco incorpora moltissime componenti di prodotti italiani". Alimentando una vera e propria joint production che da oltre cento anni caratterizza le relazioni economiche italo-tedesche.