Milano, 30 apr. (askanews) - Dall'economia italiana arriva qualche segnale positivo, seppur debole. Lo dicono gli ultimi dati Istat secondo cui il Prodotto interno lordo nei primi tre mesi del 2019 è cresciuto dello 0,2%, che diventa lo 0,1 su base annua. Numeri che non fanno uscire l'Italia dalla "fase di sostanziale ristagno del Pil", dice l'Istat, ma dalla recessione tecnica sì, dopo i due cali consecutivi dei trimestri precedenti.

Anche il tasso di disoccupazione migliora, di 0,4 punti, e scende al 10,2%, si riduce anche quella giovanile, fra i 15 e i 24 anni. A crescere però sono dipendenti a termine e gli autonomi, rimangono stabili i contratti a tempo indeterminato. Il vicepremier Luigi Di Maio ha commentato così. "In questo dato dell'Istat di oggi ci sono +60 mila lavoratori e ci sono mezzo milione di donne in più che lavora dai periodi pre crisi, sono tutti i dati importanti che ci fanno affrontare il 1 maggio non come la festa in cui abbiamo risolto tutti i problemi, ma sicuramente con l'incoraggiamento ad andare avanti".

Luigi Marattin, capogruppo Pd in Commissione bilancio alal Camera dà una lettura diversa: "A marzo 2019, rispetto a prima del giuramento del governo Conte (maggio 2018) in Italia ci sono 35 mila occupati in meno, di cui 19 mila a tempo indeterminato", scrive su Twitter.