Roma, 21 mag. (askanews) - Si è aperto il Global sustainability Forum 2019. Una tre giorni sulla sostenibilità economica, sociale ed ambientale, organizzata dalla Luiss Business School, nella sede di Villa Blanc a Roma. Ospite della prima giornata il ministro dell'Economia: Giovanni Tria ha parlato di Europa, dell'economia italiana, degli obiettivi del Documento di economia e finanza. La politica, secondo il ministro, deve porsi il problema di come conciliare il breve termine con il medio-lungo termine: "se ci poniamo dal punto di vista della sostenibilità è chiaro che anche la sostenibilità connessa alla conservazione del capitale naturale e ambientale non può derivare semplicemente dal non uso, ma da un suo diverso uso e questo implica un grande ammontare di investimenti in innovazione e nuove tecnologie, così come sono necessari grandi investimenti in capitale umano e ciò significa risorse per l'istruzione e la salute e anche investimenti in capitale sociale e ciò significa investire in fiducia".

A fare gli onori di casa sono stati la vicepresidente dell'Università Luiss Guido Carli, Paola Severino, il Magnifico Rettore dello stesso Ateneo Andrea Prencipe e il direttore della Luiss Business School, Paolo Boccardelli, che spiega perché il Forum "tocca un tema significativo": "i dati del world economic Forum ci dicono che più della metà dei giovani tra i 18 e i 35 anni considera il climate change come l'emergenza numero 1. Cosa sta accadendo: sta accadendo che gli investitori internazionali ma anche le imprese italiane, gli intermediari finanziari, le banche in Italia hanno cominciato a investire su attività industriali che pongono la sostenibilità al centro delle loro strategie".

Il vicepresidente del global sustainability Forum, Khalid Malik, ha ricordato che purtroppo "nessun Paese è in linea con l'Agenda per lo sviluppo 2030" per la crescita sostenibile e "la finestra si sta chiudendo".

Nel mondo, ha ricordato il direttore generale delle Nazioni Unite, Michael Moller, ci sono "conflitti che minacciano milioni di persone e li costringono a fuggire dalle loro terre, c'è una grande diseguaglianza, la crisi climatica e una quarta rivoluzione industriale che "va a una velocità incontrollabile". Ci deve essere quindi, ha concluso, "l'impegno di tutti a lavorare in modo integrato, il settore pubblico e quello privato, i paesi ricchi e quelli in via di sviluppo, la società civile, ciascun singolo individuo deve sentirsi responsabile. Per le aziende significa che la loro responsabilità si estende a tutta la società e non solo ai suoi azionisti perché ciascuno deve fare un esame di coscienza per chiedersi se è parte della soluzione o parte del problema".