Roma, (askanews) - Dopo due anni di concordato, un 2018 in pareggio, la Fiera di Roma si rilancia e punta a un 2019 in attivo. L'ingegnere Pietro Piccinetti, amministratore unico e direttore generale della Fiera di Roma traccia un quadro sugli obiettivi del sistema fieristico della capitale.

"Il nuovo anno che viene, fieristicamente parlando, è veramente avvincente. Anche perché stiamo dando al via alle nostre nuove manifestazioni più importanti. In due anni e mezzo abbiamo sviluppato e creato circa 10 nuove manifestazioni, puntando su Roma e sull'Italia, partendo dal nostro territorio, perché le fiere fanno parte del nostro territorio".

Dalla cooperazione internazionale allo spazio. Sarà l'anno della svolta. La Cina è la nuova frontiera dell'economia mondiale e il mondo fieristico deve avere un ruolo strategico nel rafforzamento delle relazioni, tra Paesi. A maggio, dunque, si terrà Obor Exhibition 2019 (One Belt One Road Exhibition). Un contratto firmato tra l'amministratore unico di Fiera Roma e il direttore generale della società cinese UGI Feng Hua.

"Porteremo circa 200-300 aziende cinesi, stiamo organizzando dei B2B mirati con aziende italiane. È l'edizione zero. Speriamo che negli anni a venire, questa Obor si allarghi a tutti i Paesi che fanno parte della via della seta".

Altro appuntamento importante è la prima fiera europea dedicata all'economia dello spazio, New Space Economy European Expoforum che si terrà a dicembre. Un accordo, siglato a Brema, tra Fiera Roma, Fondazione Amaldi, in partnership con la statunitense Space Foundation.

"La New Space Economy è importante perché noi siamo partiti dallo studio, dall'analisi del territorio. Il Lazio è una delle eccellenze nell'industria aerospaziale. Partendo da qui abbiamo pensato di fare una cosa sulla new space economy: noi uomini avremo bisogno sempre di più dello spazio; perciò la conquista spaziale è fondamentale e da qui inizia tutto ciò che è la nuova economia: dall'agrospazio al turismo spaziale, alle nuove tecnologie".

A maggio, invece, Fiera di Roma alza il sipario su l'Expo della Cooperazione Internazionale.

"Pochi sanno che Roma è la terza città al mondo che ospita agenzie dell'Onu. Dopo New York e Vienna e siamo la nazione al mondo che investe maggiormente sulla cooperazione.

"Mi piace dire una cooperazione profit, ovvero creare lavoro dove veramente c'è necessità di lavoro. Siamo andati al Parlamento europeo, il progetto è piaciuto molto. Quest'anno il focus sarà l'Africa però vogliamo spaziare in altri Paesi. Tre gli attori fondamentali: la domanda, l'offerta e il braccio economico, tutte quelle istituzioni, banche, società che operano finanziando i progetti per costruire lavoro dove c'è bisogno".

Insomma, un 2019 ricco.

"Due anni fa Fiera di Roma era in concordato, poi è stato omologato, quest'anno abbiamo raggiunto quasi il pareggio, il 2019 passeremo in utile. Ma la cosa fondamentale è che abbiamo fatto tutto da noi, abbiamo sviluppato tutte queste idee a supporto del territorio, per l'economia regionale e nazionale. Siamo molto orgogliosi. La Fiera è di tutti e serve un aiuto di tutti, con l'hastag 'uniti si vince'".