L'Aquila, (askanews) - La tecnologia 5G può avere una delle più utili applicazioni nel monitoraggio dei terremoti. Nel caso di una scossa i sensori collegati alla rete, grazie alla bassissima latenza che il 5G consente, vale a dire il tempo che passa dall'invio del segnale all'azione, fanno scattare i necessari allarmi mettendo in moto tutta una catena di interventi di messa in sicurezza. Questi possono andare ad esempio dal blocco dell'ascensore a quello della corrente e del gas, all'avvio delle luci di emergenza. Il tutto con una velocità impensabile in precedenza e che nel caso di eventi sismici è fondamentale per salvare vite umane. Lo spiega il professor Fabio Graziosi dell'Università dell'Aquila che partecipa alla sperimentazione con Zte nel centro di ricerca che il gruppo cinese ha aperto in Abruzzo e dove collabora con Wind Tre e Open Fiber.

"Si può percepire la immediatezza nel trasferimento delle informazioni dalla rete dei sensori attraverso la rete 5G. Tutto questo avviene con una tempistica che non è percepibile da noi, non percepiamo la latenza perchè contenuta nell'ordine di qualche millesimo. Quello che vogliamo sottolineare è l'elevatissimo controllo del ritardo e l'elevatissima affidabilità che la rete renderà possibile quando sarà dispiegata sul territorio nazionale".