Roma, 21 feb. (askanews) - Il presidente della Fondazione Symbola, Ermete Realacci, presenta negli studi di askanews la green week di Trento in programma dal 26 febbraio al 3 marzo prossimi sui temi della green economy.

"A Trento, insieme ad ItalyPost, l'Università di Trento, Buone Notizie del Corriere della Sera ed altri soggetti istituzionali - spiega Realacci - ragioneremo sul tema della scommessa sulla green economy anche per affrontare la fase di difficoltà economica e direi anche le difficoltà sul futuro del paese. Quindi si parlerà in molti appuntamenti con i protagonisti dell'economia, dell'impresa, della cultura, della ricerca, alcuni anche internazionali, dei problemi aperti, non solo le questioni legate al clima, all'energia, ai ghiacciai che si sciolgono ma anche ai cambiamenti in corso nell'economia e nella finanza, nell'economia civile. Per esempio siamo in un'area che è stata colpita emotivamente e simbolicamente da un evento che nessuno pensava possibile, con 14 milioni di alberi abbattuti da una tempesta che a memoria d'uomo non si ricordava e che ha colpito soprattutto il Veneto, parte del Trentino ed il Friuli. Dunque cosa fare, come recuperare quel legno, come costruire a partire dalla filiera del legno una nuova economia, come puntare sulla chimica verde per il futuro. L'Italia in molti settori è peraltro molto più avanti della politica del paese".

Perchè "si tratta di un fattore di competitizione economica, basti pensare alla forte accelerazione che c'è nel mondo sull'auto elettrica è dovuta anche agli obiettivi molto sfidanti che la Cina si è posta, e siccome la Cina è il più grande mercato dell'auto nel mondo non si può non andare in quella direzione. Poi chi parla di ambiente acquisisce prestigio a livello mondiale nella capacità di relazione. Una parte della nostra economia è su questa lunghezza d'onda, presenteremo a Trento un lavoro specifico su quello che succede nel Nord, ma in generale nell'economia italiana un quarto delle imprese negli ultimi anni hanno fatto investimenti che hanno a che fare con l'ambiente, e nel manifatturiero parliamo di un terzo delle imprese. E sono le aziende che innovano di più, esportano di più, producono più posti di lavoro. Il 40 per cento dei posti di lavoro prodotti l'anno scorso avevano a che fare con l'ambiente, in tutti i settori, dall'agricoltura, alla meccatronica, dal made in Italy tradizionale alla chimica verde. Quindi parlare di ambiente oggi paradossalmente non è parlare solo di valori, non è solo fronteggiare dei pericoli ma è capire quale è la base per una sfida per il futuro".