Rimini, (askanews) - Il biometano da frazione organica rappresenta uno degli assi portanti del futuro dell'economia circolare. E' quanto è emerso in occasione della Piattaforma tecnologica nazionale biometano, presentata a Ecomondo 2018. L'Italia è pronta a cogliere questa innovazione ed entro la fine dell'anno saranno 8 gli impianti consorziati nel CIC, il consorzio italiano compostatori, in grado di produrre biometano a partire dai rifiuti organici.

Massimo Centemero, direttore del CIC: "Siamo stupiti perché a marzo 2018 è uscita in Italia una legge che incentiva il biometano per autotrazione e devo dire che dopo pochi mesi ci sono già cinque aziende che hanno fatto questa operazione di upgrading che significa investire denaro per produrre biometano dalla frazione organica dei rifiuti organici raccolti in modo differenziato. Quindi da una parte c'è una grandissima risposta da parte delle imprese e dall'altra c'è una prospettiva eccezionale perché oltre al compost, le aziende che riciclano rifiuto organico andranno a produrre biometano che entrerà poi nelle nostre case o nei nostri veicoli che andranno con questo biocarburante avanzato".

A dare il via in Italia alla produzione di biometano esclusivamente dal trattamento dei rifiuti organici della raccolta differenziata urbana e all'immissione di biometano nella rete di trasporto nazionale, è stato l'impianto di Montello Spa a Bergamo che nel corso di Ecomondo è risultato tra le aziende innovative vincitrici del 10° Premio per lo Sviluppo Sostenibile. Ancora, l'impianto SESA di Este ha aperto a settembre il primo distributore di biometano proveniente dalla trasformazione del rifiuto organico. Questo solo per citare alcuni esempi vincenti.

Ma a Ecomondo a Rimini protagonista è stato tutto il mondo del biowaste. Alessandro Canovai, presidente del Consorzio italiano compostatori: "Anche quest'anno abbiamo registrato un incremento del 3%. Da qui al 2025 avremo 2 milioni di tonnellate in più e mancano impianti soprattutto nel Sud. Quindi il primo obiettivo è quello di realizzare impianti. Questi impianti hanno un'evoluzione tecnologica importante quindi non più soltanto compost e biometano, ma in una prospettiva più lontana possono diventare fabbriche da cui estrarre principi da rimettere poi nel commercio, per esempio nella farmaceutica o fare biocarburanti. Quindi un integrale sfruttamento all'interno dell'economia circolare delle frazioni organiche del biowaste. Il futuro è vicino, arriva a grandi passi e noi dobbiamo farci trovare pronti".