Patrica (Frosinone), (askanews) - Trasformare le acque reflue delle lavorazioni chimiche in una preziosa risorsa per l'industria farmaceutica e convertire così un oneroso costo aziendale in una ulteriore forma di guadagno. E' quanto avviene a Pàtrica, pochi chilometri a nord di Frosinone, dove è stato inaugurato ufficialmente l'impianto della Mater-Biopolymer. Qui materie prime di origine vegetale vengono trasformate in biopoliesteri necessari per produrre poi bioplastica e i reflui vengono rivalorizzati. "Dagli stessi impianti di processo viene generato un refluo, fatto principalmente da acqua, e altri materiali chimici, composti organici - spiega Emilio Mazza, direttore dell'Impianto Mater Biopolymer di Patrica - In particolare il refluo è molto ricco di un composto organico che si chiama THF. E' un materiale prezioso per tutta l'industria della chimica e dell'industria farmaceutica. Nello stabilimento siamo attrezzati per prendere questo refluo, separare l'acqua dal THF, l'acqua viene mandata in depurazione, e il THF viene recuperato per poter essere venduto sul mercato".

La Mater Biopolymer sorge su uno storico sito industriale, dove un'impresa di altra gestione e proprietà produceva PET per le bottiglie di plastica. Ma dal 2009 la crisi aveva imposto esuberi e riduzione delle attività. "Subentrata Novamont - prosegue Mazza - è partito questo progetto di riconversione che è durato setto o otto anni e che ha permesso di riconvertire tutti gli impianti dello stabilimento dall produzione iniziale alla produzione attuale di biopoliesteri".

Settanta i milioni investiti finora dalla nuova proprietà ai quali se ne aggiungeranno presto altri trenta per avviare, direttamente nello stabilimento laziale, una nuova linea di produzione di bioplastica. "Non hanno sicuramente futuro i processi tradizionali su cui oramai siamo stati soppiantati in termini di economia di scala e vicinanza alle fonti di approvvigionamento, da tutti i grandi player che operano in Medio Oriente e in Asia - dice Gaetano Lo Monaco, amministratore delegato Mater-Biopolymer - Bisogna pensare ad una nuova chimica che ha standard molto più elevati e che permette a quel punto di fare tornare nel nostro Paese produzioni che invece sono altrove e alimentare filiere produttive che vengono alimentate da materiali che vengono prodotti anche fuori dall'Europa e non solo dall'Italia".

Oggi tutti gli 82 dipendenti della precedente proprietà sono stati riassorbiti e ad essi se n'è aggiunta un'altra decina. Da una crisi di mercato, dunque, ad un esempio virtuoso di innovazione e economia circolare.