Food

Vino dealcolato, crescita stimata 8%: le attese dei produttori

di Marco lo Conte e Tommaso Ponzi

Calano i consumi di vino, complice il contesto internazionale complicato da dazi e guerre, e il vino dealcolato diventa un tema di discussione all’edizione 2026 del Vinitaly, in corso in questi giorni a Verona. Si tratta di un mercato mondiale di 2,4 miliardi di dollari, atteso a 3,3 miliardi entro il 2028, con un tasso di crescita stimato dell’8% annuo. Un mercato che, in Italia, dovrebbe sbloccarsi grazie al decreto varato a fine 2025 che definisce il quadro regolamentare in materia di regime fiscale e accise. L’opzione dealcolato è da non trascurare per alcuni produttori, dopo le discussioni e le polemiche regolamentari sul vino senza alcool. Eccole le opinioni di alcuni dei produttori: Martin Foradori Hofstätter, titolare delle tenute J. Hofstatter (oltre 200mila bottiglie di vino dealcolato prodotte e pioniere del settore). Giampaolo Bassetti, dg Caviro (oltre 350mln euro di fatturato 2025), Massimo Romani, ad Argea (462 milioni di euro di fatturato nel 2025, 400mila bottiglie di prodotti dealcolati prodotte).
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