Il 6 aprile è il #CarbonaraDay. L'hanno promosso le associazioni Aidepi (Industrie del Dolce e della Pasta Italiane) e Ipo (International Pasta Organisation): la I edizione, nel 2017, ha coinvolto 83 milioni di amanti della pasta. Un lavoro di ricerca di Luca Cesari presso la Biblioteca Gastronomica di Academia Barilla, restituisce una ricostruzione puntuale e inedita sulle origini e l'evoluzione del piatto di pasta più amato al mondo. Secondo Cesari la Carbonara viene citata per la prima volta in un film italiano del 1951 con Aldo Fabrizi. E tre anni dopo appare nell'opera letteraria “Racconti Romani” di Alberto Moravia. Ma la prima ricetta di questa pasta viene pubblicata in una guida ai ristoranti di un quartiere di Chicago. Tante le varianti, quella con il pescato a quella vegana, compresa quella stellata (in cui il pecorino viene sostituito dal Grana Padano, il guanciale dal prosciutto crudo affumicato di Vigezzo e la crema d'uovo viene “potenziata” con panna e gin, poi versata direttamente dal cliente nel piatto). Viene proposta da Marco Sacco, cuoco due stelle Michelin, che per primo ha fatto entrare la Carbonara nei ristoranti gourmet di mezzo mondo realizzandone una versione eretica (la Carbonara Au Koque) che ancora oggi viene servita e apprezzata nei suoi locali. “La carbonara è amatissima in Oriente -spiega lo chef - che ha all'attivo numerose collaborazioni e consulenze in Cina. Le ragioni di questo successo? Innanzitutto la sua bontà, poi la sua formula semplice fatta di tre ingredienti, pasta, uova e maiale, tutti facilmente reperibili, anche in Cina. Il 2019, inoltre, secondo il calendario cinese è l'anno del maiale: quale migliore occasione per farla conoscere a tutti i cinesi”. La pasta alla carbonara è diventata una bandiera italiana nel mondo. Ma ne conoscete la storia?
Ecco come il breakfast inglese si è trasformato nel piatto tipico della cucina italiana, la carbonara