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Allarme obbligazioni: il rischio è nascosto

di Rosalba Reggio

Nel 2019 si è registrato un cambio della politica monetaria globale delle Banche Centrali che da restrittiva è tornata espansiva. Prima fra tutte la Fed. Il mercato ha festeggiato il ribasso dei tassi, ma le incertezze non mancano: la Banca Centrale Americana, infatti, appare ondivaga. Questo si rileva dal divario tra le dichiarazioni della Fed e le aspettative del mercato. C'è poi la sensazione che la Fed si muova in scia alle istruzioni della Casa Bianca: una perdita di autonomia che potrebbe rappresentare un fattore destabilizzante. Da non sottovalutare oggi il rischio debito. Nei 10 anni precedenti alla crisi dei Suprime, il debito mondiale era raddoppiato: da 74 a 150 trilioni. Dopo 10 anni è al nuovo record storico: 247 trilioni. Il maggior debito è stato favorito anche dall'opera di soppressione del rischio delle Banche Centrali. Oggi Fed, Bce, BoE, BRI dicono che il rischio debito è maggiore rispetto a quello passato dei Subprime. Il problema è che l'investitore non percepisce il rischio per l'alterazione provocata dal QE: sono state soppresse le metriche di rischio: il rendimento è andato addirittura in negativo. Oggi un terzo delle obbligazioni mondiali hanno rendimento negativo: dai corporate e high yield. E con una lettura superficiale del mercato l'investitore corre il rischio di inserire pericoli nascosti nel portafogli. Ce ne parla Donatella Principe, responsabile market e distribution strategy di Fidelity International
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