L’educazione finanziaria in pillole

Cos’è l’inflazione

di Marco lo Conte

L’inflazione è una forza che erode silenziosamente il potere d’acquisto, ossia il valore reale del nostro denaro. Il valore nominale non cambia sulle nostre banconote ma se l’indice dei prezzi al consumo aumenta, con lo stesso denaro possiamo acquistare meno beni. Facciamo un esempio: l’inflazione a un anno è del 2% e quindi dopo un anno i miei 100 euro potranno comprare beni per i miei 98 euro di un anno prima. L’impatto è solo apparentemente basso: un’inflazione del 2% nell’arco di 10 anni taglia del valore reale di circa il 18%. Insomma quando i prezzi salgono e i redditi restano fermi, ogni euro vale un po’ meno. Tenere la liquidità ferma in questi contesti significa, di fatto, perdere valore reale. Ecco perché la gestione del risparmio deve sempre tenere conto dell’inflazione attesa. Come? Beh i modi possono essere diversi: investire sui mercati azionari significa seguire le aziende leader, quelle che crescono a un livello superiore rispetto alla media del Pil e dell’inflazione. Sul mercato esistono anche strumenti indicizzati ai prezzi al consumo, ma in definitiva una corretta diversificazione tra una pluralità di strumenti è il modo migliore per attenuare gli effetti dell’inflazione e proteggere il nostro potere d’acquisto nel tempo. È un processo. Perché in economia, la stabilità non è mai gratuita: va pianificata.
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