La moneta complementare per le procedure concorsuali è una risposta al problema delle lungaggini dei tribunali. Ci sono oltre 200 miliardi di crediti incagliati nelle procedure concorsuali: di questi, circa 80 sono vantati dallo Stato e altri 80 dal sistema bancario. Il progetto della moneta complementare prevede che i creditori vengano dotati di un potere d'acquisto immediato, pari a una parte del credito di quasi certo realizzo. L'utilizzo di questa moneta è limitato alle vendite all'interno delle procedure concorsuali. Esiste già un marketplace nazionale che espone beni in vendita dalle procedure concorsuali, nel quale si può acquistare attraverso questo strumento. Oltre a disincagliare crediti, il sistema può dare vivacità a un mercato spesso fermo. Ce ne parla Luca Fantacci, docente di Storia economica all'Università Bocconi e membro della commissione ministeriale, istituita nel 2014 dal Ministro Orlando, con l'incarico di elaborare il sistema denominato Common (competition money), che ha raccolto il plauso del Fondo Monetario