FASHION NEWS - Puntata 90
Fashion&Lifestyle News: l’appuntamento settimanale con tutte le novità, aggiornamenti e approfondimenti dal mondo della moda e del lifestyle.In questa puntata: Il mercato globale del lusso sta attraversando una profonda metamorfosi strutturale, i cui contorni ridefiniscono i confini macroeconomici e sociali dell’intero comparto. La pubblicazione dei dati del terzo trimestre del 2026 dei principali conglomerati del settore delinea uno scenario a due velocità: da un lato, la vertigine dei colossi tradizionali messi a dura prova dal rallentamento dei consumi globali; dall’altro, la reattività di holding agili capaci di intercettare le nicchie emergenti del lusso accessibile e dell’occasionalwear.Il colosso d’Oltralpe LVMH ha recentemente reso noti i risultati finanziari del terzo trimestre del 2026, registrando un fatturato complessivo di 18,5 miliardi di euro, pari a una modesta crescita organica dell’1%. A frenare bruscamente la corsa della corazzata di Bernard Arnault è stata la divisione Fashion & Leather Goods (cuore pulsante del gruppo con marchi come Louis Vuitton e Dior), crollata del 5% a livello organico, un dato decisamente peggiore rispetto al -1,8% stimato dal consenso degli analisti.Mentre i giganti francesi ripensano le proprie catene del valore, le holding italiane dimostrano una straordinaria plasticità strategica. È il caso di Oniverse,guidato da Sandro Veronesi, che ha scelto la suggestiva cornice storica delle Terme di Diocleziano a Roma per presentare lo show autunno/inverno 2026 di Atelier Emé, intitolato “A Love Affair”.Il brand, sotto la direzione creativa di Silvia Falconi, incarna perfettamente il paradigma del lusso accessibile applicato all’occasionalwear. In un momento di incertezza economica, la spesa per la moda si sposta dal “superfluo quotidiano” al capo legato a momenti memorabili.Il posizionamento di Atelier Emé intercetta proprio questo bisogno emotivo e funzionale: offrire un’esperienza sartoriale d’impatto visivo e qualitativo elevato, ma a un prezzo competitivo. La scelta di Roma come hub comunicativo per la sfilata sottolinea la volontà di legare il brand alla monumentalità e alla grande bellezza italiana, capitalizzando sull’heritage locale per attrarre una base clienti che cerca valore concreto senza l’inflazione speculativa dei listini dell’alta moda.Sul fronte delle grandi manovre del lusso tradizionale, lo scenario competitivo è stato scosso dall’annuncio ufficiale di Kering: il 9 ottobre 2026 si è consumata la rottura tra la Maison Saint Laurent e il direttore creativo Anthony Vaccarello, dopo un sodalizio durato dieci anni.Sotto la guida di Vaccarello, Saint Laurent ha quasi triplicato i suoi ricavi arrivando a superare i 3 miliardi di euro nel 2023. Tuttavia, le recenti flessioni del mercato e la necessità di Kering di avviare un profondo rilancio strategico hanno spinto la governance del gruppo verso una nuova direzione.Il mercato del lusso sta ridefinendo i propri confini antropologici prima ancora che economici. L’epoca dell’ostentazione logocentrica e dell’espansione numerica indiscriminata appare al tramonto. Il lusso di domani si divide nettamente in due macro-identità: un iper-lusso d’élite, quasi museale e inaccessibile, e un lusso pragmatico ed emozionale, capace di giustificare il proprio valore attraverso la qualità d’uso e la celebrazione dell’esperienza sociale.In questo nuovo scacchiere, la vera sfida per i marchi non sarà più l’espansione dei volumi, ma la capacità di conservare la propria rilevanza culturale in un mondo che ridefinisce radicalmente il concetto stesso di esclusività.