FASHION NEWS - Puntata 50

Fashion&Lifestyle News: l’appuntamento settimanale con tutte le novità, aggiornamenti e approfondimenti dal mondo della moda e del lifestyle.

In questa puntata:

Capelli fitti argentati, mai un tocco di rossetto ne’ di trucco. La nonna non accoglieva alcun tipo di ornamento.
Un bastone da passeggio con un pomo in avorio blu, occhi magnetici che sembravano penetrare i meandri più profondi dell’ animo.
Attraversò gli anni della guerra, che coincisero anche, per forza di cose, con un primo timido approccio delle donne al di fuori delle mura domestiche. Quelle donne che poi scesero in piazza pacificamente a manifestare per l’aumento dei sussidi, slacciando quelle stringhe dei corsetti  ormai troppo strette per loro.
Fu anche il secolo in cui Marie Curie vinse il secondo Nobel. Adele giunse a Roma giovanissima, per cercare la strada, per porre il primo mattone di quello che sarebbe poi diventato un impero. Per cercare sopratutto quella bellezza in una città illusione di incanto e perfezione. Quella città dove era consentito creare solo cose belle. Cose che fossero un anelito all’ eternita.Tutto iniziò in una piccola strada, via Piave, non elegante come via del Plebiscito, con la sua scrivania ricoperta di carte, tutto intorno. I manichini da sartoria.I tagliatori in camice bianco, le modelliste che trasferiscono le sagome sulla tela bianca, le sarte che tratteggiano gli interni dei tessuti e imbastiscono le fodere.Uno spazio avvolto in quelle note di rumori silenti, di profumi argiani, un emporio del bello dominato da un’ armonia composta dove anche il tempo sembra padroneggiato da quella ricerca di perfezione assoluta che non segue le logiche delle lancette che scorrono: Adele sapeva che la sostanza dei minuti poteva dilatarsi, o contrarsi, a piacimento. Nel 1964, accadde quello che si potrebbe definire profezia, o forse segno del destino o semplicemente, una ricca serie di fortunati eventi che avrebbero portato, nei decenni a seguire, questi due marchi all’ interno dello stesso gruppo, il primo colosso di lusso al mondo che ha chiuso il 2024 con un fatturato di quasi 85 miliardi di euro. In quell anno infatti, in uno spazio che le figlie di Adele scelsero per vendere altri marchi, il secondo che lì trovò casa, nel cuore di Roma, fu Louis Vuitton, uno dei marchi fondatori del conglomerato di Bertrand Arnold, nato dalla fusione che ha creato LVMH nel 1987, per acquisire poi Fendi, in più fasi, iniziando nell’ottobre 1999 e raggiungendo circa l'84% del capitale di Fendi, nell'ambito di un processo di dismissione graduale da parte della famiglia, nel maggio del 2003. Giunse poi l’ era Karl Lagerfeld: nel 1967 le figlie lo presentarono a nonna Adele.Tedesco, geniale, ombroso, scolpito come un bronzo. Lo consegnò bene alla memoria collettiva un ritratto del 1973 per mano di Helmut Newton nello scatto a Saint Tropez divenuto leggenda. Adele intanto osservava l’ evolversi dei capi di pellicceria, maneggiati a regola d’arte come pezze haute de gamme, tinti in colori pop o macchiati come moderne avanguardie, traforati, sfoderati; intrecciati a lana, destrutturati, svuotati di una materia camaleontica, che si mimetizza nell’incrocio con materiali audaci.Non ebbero mai grandi rapporti, non direttamente, Karl Lagerfeld, il kaiser della moda e nonna Adele, implacabile, visionaria imprenditrice di una bella storia quasi tutta al femminile, ad accezione, naturalmente, di Karl. Ma una cosa, la si sa per certa: se Karl chiedeva, andava fatto. Perché nulla è impossibile.E questi 100 anni di storia, che videro un sogno di bellezza di una giovane donna senza paura, diventare uno dei fiori all’occhiello del più grande colosso di lusso globale, da senz’ altro regione alla visione che decadi fa ebbe la signora Adele Fendi. 25 novembre: Il femminicidio è un fenomeno culturale e sociale radicato nella disuguaglianza di genere.Non è solo una questione di reati individuali, ma un problema strutturale che si manifesta attraverso violenza, controllo e discriminazione, basandosi su culture patriarcali e stereotipi di genere persistenti. La sua comprensione richiede un'analisi delle cause sociali e culturali, come l'accettazione della violenza, e la conseguente implementazione di misure di prevenzione, protezione e perseguimento. Un contesto culturale e sociale che esiste ancora oggi, anche in Italia, dove Il femminicidio è l'espressione più estrema della violenza di genere, nata da relazioni sociali basate su rigide dinamiche di potere e disuguaglianza, radicate nel patriarcato, in stereotipi persistenti che deumanizzano la donna, la considerano un oggetto, e le negano l'autonomia e la parità di diritti. Una cultura ancora tristemente tollerata, come dimostrano i più recenti studi secondo cui una parte significativa, specialmente tra i giovani, considera accettabile controllare il partner o, in alcune circostanze, addirittura la violenza stessa. Non manca la volontà, ne’ l’impegno profuso attivando cause e misure precauzionali da parte delle più svariate istituzioni che congiuntamente chiedono a gran voce l'adozione di politiche legislative e misure preventive per combattere la violenza di genere. Lo ha chiesto, e ne è stato uno dei più grandi megafoni, anche la moda: proprio In occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, Camera Nazionale della Moda Italiana (CNMI) annuncia la nomina di Kulsum Shadab Wahab come Women Empowerment Ambassador. Con questo incarico, CNMI rafforza il proprio impegno nel contrasto alla violenza di genere e nella promozione di iniziative dedicate all’empowerment femminile, parte integrante della visione dell’Associazione. Filantropa indiana e fondatrice del brand Ara Lumiere,  è da anni attiva nel sostegno delle donne sopravvissute alla violenza di genere attraverso il suo ruolo di Executive Director della Hothur Foundation, impegnata a garantire libertà, dignità e pari diritti a donne vittime di attacchi brutali.Nel 2022 Ara Lumiere è stata premiata ai Sustainable Fashion Awards con il Social Impact Award, riconoscimento al valore sociale e culturale del progetto.
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