Economia

World Soil Day, Cic: "Difesa del suolo sia al centro dell'agenda"

Roma, 4 dic. (askanews) - Urbanizzazione, deforestazione e sovrasfruttamento delle risorse stanno modificando i territori ed è sempre più evidente la necessità di invertire questa tendenza, prima che sia troppo tardi. Punto di partenza deve essere la tutela del suolo, risorsa strategica per l'Europa, fondamentale per rigenerare i territori, conservare la biodiversità, dare un maggiore sostegno all'agricoltura, lottare contro la desertificazione e i cambiamenti climatici. A lanciare l'allarme è il Consorzio Italiano Compostatori in occasione della quarta edizione del convegno "#DallaTerraAllaTerra" - che si è svolta in versione digital - per celebrare la Giornata Mondiale del Suolo.

Massimo Centemero, Direttore del Consorzio Italiano Compostatori: Il Consorzio Italiano Compostatori la celebra per due motivi: il primo perché da sempre il Cic è impegnato nel far ritornare alla terra quello che la terra produce e alla quale è destinato, ovvero lo scarto alimentare, il prodotto alimentare che non viene consumato. Viene trasformata in compost, che a sua volta torna al terreno, per nutrire le piante che a loro volta ricominciano il ciclo. L'altra motivazione è quella, non solo a livello italiano ma europeo, di stressare i policy maker affinché prendano decisioni relative alla protezione, conservazione del suolo e della sostanza organica".

Il convegno è stato occasione per fare il punto sul Green New Deal e sull'importanza della bioeconomia circolare, sul ruolo della raccolta differenziata dei rifiuti organici e del compost per la conservazione e il miglioramento della qualità dei suoli e sui progetti di sostenibilità portati avanti ad Assisi.

"L'Italia è un Paese virtuoso dal punto di vista delle raccolte differenziate e soprattutto della parte organica. Abbiamo fatto da faro ad altri paesi europei che ci vedono come leader".

Il Covid ha avuto ripercussioni economiche in molti settori. Anche il biowaste ha avuto una perdita ma il fatto che il settore non si sia mai fermato ha permesso di scongiurare una crisi ambientale che si sarebbe altrimenti affiancata a quella sanitaria: "Il 2020 è stato un anno terribile per l'emergenza sanitaria. Ha avuto riverberi negativi su gran parte della nostra economia, anche in tanti settori del recupero e riciclo rifiuto. Dal punto di vista del biowaste, il rifiuto organico, non abbiamo avuto grandi diminuzioni. Abbiamo perso un 10%-15% complessivamente, che di fatto è la somma algebrica tra l'incremento del biorifiuto prodotto dalle abitazioni e la diminuzione di tutto ciò che è turismo, ristorazione collettiva, mense".

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