Economia
Tlc, Labriola (Asstel): serve presto politica industriale chiara
Roma, 22 ott. (askanews) - Il settore delle telecomunicazioni ha una rilevanza strategica per l'economia nazionale e la sua competitività. Si stima che contribuisca per oltre 139 miliardi di euro al Pil nazionale, pari al 6,2% del totale. E mai come in questo momento di tensioni geopolitiche forti, le telecomunicazioni hanno dimostrato l'importanza che hanno anche per la sicurezza nazionale. Sono fondamentali nel rafforzare l'autonomia tecnologica, ridurre le dipendenze esterne e sostenere le industrie. Se ne è discusso nel corso del Forum nazionale delle tlc in Italia organizzato da Asstel. Operatori, esponenti delle istituzioni e mondo sindacale si sono confrontati sulle sfide del settore perchè come evidenziato dal titolo del Forum, "Qui si costruisce la capacità digitale dell'Italia": quello che è urgente è una scelta di politica industriale coerente. Le aziende sono chiamate a investimenti ingenti e di lungo termine uno dei principali quello per il prossimo rinnovo delle frequenze 5G. Per questo occorre fare presto, come ha avidenzianto Pietro Labriola, presidente Asstel e amministratore delegato di Tim. Pietro Labriola, Presidente di Asstel e Ad di Tim: "Almeno siamo stati coerenti perché continuano a porre sul tavolo gli stessi problemi che abbiamo posto anche lo scorso anno. Sul rinnovo delle frequenze stiamo dicendo come non dobbiamo ripetere gli errori fatti in passato così come la Comunità europea sta chiedendo. Chiediamo un rinnovo delle frequenze non oneroso in cambio di investimenti in rete, ovvero la cifra che spenderemo sarà la stessa. C'è da capire se dobbiamo pagare per le frequenze e non avere capacità di investimento o viceversa data l'importanza dell'infrastruttura mobile nel futuro digitale del nostro paese e dell'Europa l'opzione di garantire investimenti e certamente migliore. Il secondo punto sono i limiti elettromagnetici. Sappiamo che oggi noi siamo a 1/4 dello standard europeo. Aumentare i limiti elettromagnetici vuol dire installare meno antenne e quindi garantire una migliore copertura". Di 5G stand alone e della necessità di condizioni pro investimenti ha parlato anche il vicepresidente di Asstel e amministratore delegato di Ericsson Italia, Andrea Missori. Andrea Missori, vicepresidente di Asstel e Ad di Ericsson Italia: "Il tema è riuscire a poter permettere agli operatori di investire in una maniera sostenibile per creare le reti che permettano i servizi che il 5G stand alone ha abilita. Il nostro settore è sotto una pressione enorme quindi dobbiamo trovare quelle soluzioni regolatorie e competitive per permettere ai nostri operatori di rete mobile di fare dei grandi investimenti, che cosa portano questi investimenti? Questi investimenti portano nuovi servizi servizi che oggi non esistono in Italia e ma esistono in altri paesi del mondo e sono servizi che portano la rete da essere un servzio best effort che dà solo connettività dati a dei servizi differenziati che hanno delle capacità specifiche". Sulla necessità di infrastrutture e su un lavoro di squadra tra tutte le parti in causa per spingere nella digitalizzazione necessaria del paese ha posto l'accento Luigi De Vecchis, vicepresidente Asstel e vicepresidente esecutivo di Huawei Italia. Luigi De Vecchis, vicepresidente Asstel e Vp esecutivo Huawei Italia "( inL'Italia ha bisogno di infrastrutture. soprattutto di infrastrutture che sono fondamentali per la trasformazione digitale dell'economia del paese. Qquindi bisogna porre molta attenzione al lavoro degli operatori del settore siano essi operatori delle telecomunicazioni siano essi vendor poiché entrambi sono indispensabili per la costruzione veloce di tutte le reti di nuova generazione. Sappiamo che significa perché dietro c'è l'intelligenza artificiale, l'automotive le fabbriche, cioè c'è una situazione in un fermento tale per cui senza reti, senza infrastrutture rischia il paese di diventare il fanalino di coda dell'Europa. Ci vuole apertura senza discriminazioni e un lavoro congiunto di tutti per cercare di accelerare su queste infrastrutture ripeto, propedeutiche alla trasformazione digitale dell'economia del paese".