Economia

Sgambaro: "La nostra pasta 100% Italiana senza compromessi"

Milano, 9 mag. (askanews) - Ha un unico modo di intendere il lavoro e la pasta che produce è il riflesso di questo approccio, che non ammette compromessi. Pierantonio Sgambaro è il presidente dell omonimo pastificio di Castello di Godego, nella campagna trevigiana, fondato nel 1947 da suo nonno Tullio. Quando lo abbiamo incontrato, a Cibus, le sue parole hanno trasferito in modo chiaro la sua idea non solo della pasta ma di tutta la filiera produttiva, che da vent'anni è fatta di grano 100% italiano e di una rete consolidata di agricoltori tra la Puglia e l Emilia Romagna.

"Io non tolleravo avere anche piccole dosi di pesticidi, anche entro i limiti di legge, io non lo tolleravo fin da allora. Comprando il grano all'estero ottenere ciò era molto difficoltoso: silos, vari passaggi, non potevo fidarmi e ritrovavo spesso il pesticida, per quanto entro i limiti di legge. Per cui mi sono rivolto al mercato italiano. E stata una scelta difficile perché in quel momento anche la qualità italiana non era così ben distribuita, non era omogenea per cui è stato un gran lavoro di sensibilizzazione verso l'agricoltura".

A Cibus, dove per la prima volta ha un suo stand, Sgambaro ha presentato una novità relativa alla sua linea Etichetta Bio, che ha abbandonato la plastica per utilizzare una confezione completamente riciclabile, in carta di fibra cellulosica 100% vergine, certificata Fsc. "Ci abbiamo messo due anni per arrivarci: è stata sperimentazione, investimenti, nuove macchine e per fortuna ce l'abbiamo fatta giusto in tempo per presentare questa bella realtà di un packaging 100% carta. Per me iniziamo adesso perché voglio che tutta la nostra gamma prima o dopo arrivi ad avere solo carta, che non ci sia più plastica".

La migrazione verso sistemi di imballaggio green rientra nella più ampia strategia di sostenibilità che punta a trasformare l azienda entro il 2030 in una "organizzazione climate positive", impegnata a "lasciare il mondo meglio di come l'ha trovato". Una scelta che implica investimenti, in tempi come questi non sempre economicamente sostenibili

"Me l'hanno chiesto 15 anni fa se quello che stavo facendo in campo ambientale, in sostenibilità aveva un senso per il mercato. Io ho detto per il momento piace a me quindi io continuo con quella logica, piace a me. Mi sto rendendo conto però che il mondo, i giovani cercano prodotti che abbiano anche dei valori sulla sostenibilità".

Scelte così nette, spesso in anticipo sui tempi, come quella di avere il mulino all'interno dello stabilimento e un sistema di stoccaggio del grano duro a garanzia del controllo su tutta la filiera, stanno tuttavia ripagando. Se nel 2020, complici anche gli effetti della pandemia, il fatturato era salito a 21 milioni con un balzo del 30% dell'export le aspettative sono rosee anche per la chiusura del 2021: "È stato un fatturato più alto dell'anno precedente di un buon 5-7% e quest'anno prevediamo ulteriori aumenti probabilmente a doppia cifra non solamente per l'aumento delle materie prime e dei costi ma per l'aumento di volume".

In questo momento i rincari dei prezzi dell'energia - la bolletta ci ha detto essere triplicata rispetto a un anno fa - e del grano duro italiano allineatosi a quello dei mercati internazionali, pesano sulla gestione corrente ma l'obiettivo resta quello di continuare potenziare la distribuzione sul territorio nazionale e spingere l'export dall attuale 20% a un 30 di incidenza sul fatturato. Senza escludere, per questa azienda familiare giunta alla terza generazione, una possibile apertura al mercato dei capitali: "Noi pensiamo a tutto tutti i giorni, non ci precludiamo nulla, quando sarà perchè no, l importnate è che possa vivere ancora bene e per più tempo possibile, quindi se servirà andremo anche in quella direzione".

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