Economia

Sci, danno e beffa per gli operatori di Ponte di Legno-Tonale

Milano, 15 feb. (askanews) - Il danno e la beffa. Era tutto pronto per aprire gli impianti, dopo mesi di attesa. Poi è arrivata la doccia fredda: al contrario di quanto comunicato nei giorni scorsi restano chiuse anche le strutture sciistiche in fascia gialla, come è il caso della ski-area Ponte di Legno-Tonale, in Lombardia. Tra gli operatori e gli addetti ai lavori l'emozione della riapertura si è trasformata in sconforto. Il contrordine deciso dal CTS e confermato dal ministero della Salutre rende vani tutti gli sforzi fatti dagli operatori locali.

"E davvero l'ennesimo duro colpo per la montagna" ha dichiarato Michele Bertolini, direttore del Consorzio Pontedilegno-Tonale. "Oggi ci risvegliamo e stiamo sistemando tutto. Abbiamo venduto oltre settemila skypass e ora stiamo predisponendo i rimborsi. Siamo spiazzati: albergatori, ristorstori e rifugisti avevano acquistato le materie prime per poter inziare la stagione e si trovano ora con degli interrogativi sul futuro".

"Dare la notizia della mancata apertura poche ore prima è una mancanza di rispetto per il mondo della neve", ha commentato Alessandro Guerini, presidente Albergatori Vallle Camonica. "Oltre che i ristori oggi cherchiamo di chiedere anche i danni. Bastava dire tre giorni fa che non si apriva e non saremmo stati in questa situazione. Abbiamo le strutture piene e non sappiamo come comportarci. Dobbiamo risarcire i nostri clienti che non possono sciare. E' la terza volta che dicono sì e poi bloccano le cose. Bisogna aiutarci, il turismo della montagna non va dimenticato".

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