Economia

Promotor: auto +497% a marzo, ma rischio collasso senza incentivi

Milano, 1 apr. (askanews) - Mercato dell'auto in chiaroscuro a marzo: grazie agli incentivi i volumi sono quintuplicati con 169.684 immatricolazioni rispetto a marzo 2020, il primo mese di lockdown che si concluse con un crollo dell 85%, ma le vendite sono in calo del 12,7% rispetto a un mese "normale" come marzo 2019.

Per evitare che aprile si trasformi in un bagno di sangue è necessario rinnovare con urgenza gli incentivi soprattutto per la fascia più richiesta con emissioni di Co2 fino a 135 gr/km dove sono rimasti 15 milioni di euro che finiranno in pochi giorni. Gian Primo Quagliano, presidente del Centro Studi Promotor: "In questa situazione occorre che il governo intervenga immediatamente per rifinanziare gli incentivi alle auto ad alimentazione tradizionale perché altrimenti il mercato si avvia a un collasso. Se vogliamo recuperare già quest'anno una parte del prodotto interno lordo che è stato perduto l'anno scorso non possiamo permetterci che un settore importante come quello dell'automobile che con il suo indotto vale il 12,5 per cento del Pil sia in coma profondo".

Guardando ai primi tre mesi dell'anno l'Italia ha performato meglio di altri paesi che hanno puntato solo sugli inventivi per auto elettriche: "Stiamo perdendo nel trimestre circa il 13%, negli altri paesi europei si perde dal 20% della Germania fino al 45% della Spagna. Questo perché ci sono anche delle ragioni contingenti. Ma soprattutto questi paesi hanno incentivato soltanto le auto elettriche e le auto a basso impatto e il problema che si pone è lo stesso che ci pone in Italia e perché ci sia un boom di queste vetture tale da compensare il calo delle vendite di autovetture dovuto alla pandemia occorrerebbe che ci fosse una rete di distribuzione di energia elettrica capillare anche sulle strade. Mancano sostanzialmente le colonnine". Secondo Quagliano considerando anche il Recovery Fund ci sarebbero le risorse per rifinanziare subito gli incentivi: per il 2021 servirebbero altri 500 milioni, che si ripagherebbero con il gettito Iva generato.

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