Economia

Piste ciclabili e area 30, le imprese spingono la nuova mobilità

Milano, 4 ott. (askanews) - L'emergenza covid ha imposto una riprogrammazione delle scelte in tema di mobilità anche ai grandi gruppi industriali, accelerando in molti casi progetti aziendali già avviati, e stimolando, in altre situazioni, la collaborazione con gli amministratori locali e le altre imprese presenti in uno specifico territorio con l'obiettivo di arrivare a soluzioni di mobilità più sicure e anche sostenibili.

E' quanto è emerso al Salone della CSR e dell'innovazione sociale edizione 2020 nel corso di un panel dedicato ai cambiamenti della mobilità urbana sotto la spinta delle comunità più responsabili.

Stefano Porro Future Mobility Manager di Pirelli ha partecipato all'incontro."La mobilità urbana già stava vivendo un'evoluzione precedentemente alla all'arrivo della pandemia, ma questa ha accelerato alcuni trend come l'elettrificazione della micro mobilità, la mobilità in share - dice Porro - Tutte cose che stavano già venendo avanti ma che con l'arrivo della pandemia si è avuta un'accelerazione soprattutto per tutto quel che riguarda la mobilità individuale e con attenzione sulla mobilità attiva e la micro mobilità e anche in Pirelli abbiamo tenuto molto in considerazione queste tendenze".

L'esperienza di Pirelli, a Milano, nell'area Bicocca, è significativa delle potenzialità che grandi insediamenti aziendali hanno nell'incidere in chiave positiva sia sui comportamenti individuali sia sulle scelte dell'amministrazione locale. "Noi avevamo per esempio molte persone che venivano in azienda con il trasporto pubblico, ora tante vorrebbero spostarsi invece verso il mondo della bicicletta. In questo senso abbiamo pensato di offrire un servizio di corporate bike-sharing - prosegue il mobility manager - Abbiamo cercato anche un'interazione con i decisori politici per cercare di avere strade più sicure per gli utenti deboli della strada, come chi va in bicicletta, oppure mezzi di micro mobilità. A tal riguardo anche con le altre aziende della zona abbiamo proposto, con un documento, degli interventi con una proposta di una zona 30 abbastanza estesa, e con una pista ciclabile che collegasse Monza e Milano in maniera efficace. Il tutto per consentire un accesso efficace alla nostra zona".

Proposte specifiche per puntare a una mobilità in grado di ridurre inquinamento, incidentalità, e anche gli altri fattori di rischio. Un processo da affrontare con la consapevolezza che si tratta di cambiamenti che richiedono tempo e che sono soggetti ancora all'incertezza di un contesto in continua evoluzione, ma forse proprio per questo da perseguire quindi con tenacia

"E' difficile dare target in questo momento in cui lo scenario è molto complicato -conclude Porro - Stiamo ampliando il bacino di utenza sulla bicicletta dove fino all'anno scorso, in pre pandemia, solamente il 4 per cento delle persone la utilizzavano. Vorremmo arrivare al 10 per cento nell'arco diciamo di un anno comprendendo anche il periodo estivo dove sicuramente i mezzi a due ruote e la micro mobilità richiamano sicuramente una maggiore attenzione. E'un obiettivo che ci diamo, però chiaramente gli scenari sono veramente in rapida evoluzione e non è facile riuscire a definire un percorso preciso".

( luca.ferraiuolo@askanews.it )

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