Economia

Made in Italy, Confartigianato: "Export food +4,3% ma mancano 68mila lavoratori"

(LaPresse) Il settore alimentare macina successi, con una crescita del 4,3% dell'export nel 2025, ma le imprese faticano a trovare personale qualificato: su 176.450 figure professionali richieste dalle aziende del food made in Italy, ben 68.160 sono risultate difficili da reperire. Questo il quadro che emerge da un'analisi di Confartigianato, al centro del convegno "Intelligenza artigiana a tavola" organizzato da Confartigianato alla Camera. Le difficoltà maggiori riguardano alcune professioni chiave dell'artigianato alimentare. Mancano soprattutto panettieri, pastai, pasticcieri, gelatai e conservieri artigianali: su 28.610 lavoratori richiesti, 16.010 - pari al 56% - sono risultati difficili da reperire. "I dati sono molto buoni: stanno crescendo sia i consumi interni sia l’export, quindi questo è un segnale importantissimo che malgrado tutte le difficoltà che negli ultimi anni si sono susseguite, l'agroalimentare artigianale tiene. È chiaro che qui abbiamo bisogno sicuramente della politica che intervenga sotto vari punti di vista dai costi energetici e dai costi che quindi andranno ad aumentare anche le materie prime" afferma a LaPresse Cristiano Gaggion, presidente di Confartigianato Alimentare, facendo riferimento anche alla difficile situazione internazionale. Resta però fondamentale, per Gaggion, sottolineare come "le persone si stanno sensibilizzando, si stanno informando sempre di più su quello che vanno a consumare. Mangiare bene è sinonimo di stare bene e il nostro comparto viaggia a buoni ritmi anche per questo". Gli fa eco Marco Granelli, presidente di Confartigianato, che a LaPresse afferma: "C'è una grande preoccupazione però per questa guerra, per questo sistema oggi geopolitico che sta addensando tante nubi all'orizzonte, noi siamo fiduciosi e crediamo che oggi poter diversificare i mercati e soprattutto anche vedere riconosciuta quella che è un'eccellenza europea con 330 prodotti agroalimentari DOP, IGP e STG ed oltre 500 qualità di vino che sono riconosciuti come il top del prodotto vinicolo". Per questo motivo, continua Granelli, "quello che ci auspichiamo è che possano finire queste guerre e che si possa ritornare in un clima di normalità, perché oggi parlare di eccellenza alimentare significa anche parlare di un ambasciatore importante del Made in Italy nel mondo e su questo bisogna puntare, attraverso la formazione e attraverso anche l'attenzione verso i giovani per far riconoscere oggi il nostro mondo e per fare capire loro quante possibilità hanno di realizzare i propri sogni".
Riproduzione riservata ©
loading...