Economia

Luiss Business School, nasce Osservatorio welfare:focus su futuro

Roma, 19 feb. (askanews) - Come sarà il welfare del futuro e quale sarà il futuro del welfare? Interrogativi che già prima della pandemia da Covid-19 erano quanto mai di attualità alla luce di una popolazione la cui vita media si allunga sempre di più. Domande che l'emergenza sanitaria e la velocità con cui ha messo il mondo intero difronte a profondi cambiamenti, sono sono divenute ancora più urgenti. Nasce proprio da queste sfide l'Osservatorio Welfare della Luiss Business School, diretto da Mauro Marè e presentato nel corso del webinar: "Il Welfare del futuro, dopo la pandemia". Al webinar hanno preso parte Marina Calderone, presidente Consiglio nazionale ordine consulenti del lavoro, Maria Bianca Farina, presidente Poste italiane, Pier Carlo Padoan, presidente designato UniCredit, e Roberto Pessi, prorettore dell'Università Luiss Guido Carli.

Ad introdurre i lavori il presidente della Luiss Business School, Luigi Abete: "Sono tutti temi presenti sul tavolo negli ultimi anni e negli ultimi mesi - spiega Abete - che con il governo Draghi diventano di importanza congiunturale perchè è evidente che solo una condivisione di questi temi può consentire di attivare la macchina della crescita post pandemia".

Temi evidenziati nel corso del webinar da Paolo Boccadrelli, direttore della Luiss Business School che ha voluto sottolineare come il cambiamento dei modelli nel mondo del lavoro unito all'invecchiamento della popolazione con i riflessi sulla Sanità avranno un impatto enorme sul welfare: "Le domande che ci siamo posti come Business School quale sarà l'evoluzione del mercato del welfare, in termini sia di servizi per i privati sia per gli operatori che sono nell'alveo del settore pubblico o del terzo settore e quali saranno le sfide che tutte le imprese, tutte le organizzazioni dovranno cogliere, ad esempio per garantire ai propri dipendenti, collaboratori una situazione di benessere e capacità di intercettare le sfide del futuro con maggiore serenità ed equilibrio. Quindi per noi è diventato un progetto strategico perchè risponde ai bisogni di un mercato professionale, quello degli operatori di settore. Ma anche le sfide che le aziende e i manager delle aziende devono cogliere per poter garantire alle proprie organizzazioni un percorso di sviluppo più sostenibile ed adeguato alle sfide del tempo".

Proprio la necessità di conuigare pubblico e privato è stata poi sottolieata dalla presidente di Poste, Maria Bianca Farina, per la quale si può fare e si deve fare molto per integrare al meglio la protezione assicurativa con il welfare pubblico. Partnership pubblico-privato come mostrano esperienze estere di successo in cui il pubblico trova completamento nelle risorse private.

A chiudere i lavori il professor Giuliano Amato che nel suo intervento ha sottolineato il bisogno di un nuovo equilibrio per il welfare a trecento sessanta gradi. "Vedo che il welfare ha uno spazio crescente oggi, vedo che ha una serie di bisogni da soddisfare, ritengo e torno a lunto di partenza, che la voglia di ridisegnarlo da cima a fondo sia una voglia da reprimere perchè possa solo lasciare le cose come stanno e che conviene conventrarsi su punti nodali rispetto al cambiamento, il vecchio che non muore mai mettiamolo in un villaggio assistito anzichè lasciarlo solo in casa, piuttosto che metterlo in una residenza orribile e lì darà un rendimento con la sua pensione anziché perderla, creiamo un differenziale efficace tra domanda e offerta di lavoro, accorgiamoci che abbiamo una grande quantità di risparmio e cerchiamo di usare con intelligenza questo risparmio connettendone i flussi e le canalizzazioni".

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