FONDI EUROPEI

L’economia circolare comincia nei cantieri

di Davide Madeddu

L’economia circolare comincia nei cantieri edili. Con il riutilizzo degli scarti delle costruzioni, una riduzione del materiale da portare in discarica e un minore impiego di nuove materie prime. È questo uno degli obiettivi del progetto Interreg denominato Condereff (Construction & demolition waste management policies for improved resource efficiency), portato avanti dall’agenzia nazionale Enea e a cui partecipano altri 8 partner di 7 paesi distribuiti tra Spagna, Grecia, Francia, Repubblica Ceca, Italia, Austria e Germania. L’iniziativa, finanziata dal Fondo Europeo per lo Sviluppo Regionale Por Lazio, si prefigge, come chiariscono i promotori “di superare le principali criticità che ostacolano diffusione dei prodotti realizzati con materiali da costruzione e demolizione (C&D)”. Materiali che, chiariscono all’Enea “rappresentano il 40% del totale dei rifiuti speciali prodotti in Europa”. Il risultato, secondo i promotori è chiaro: al posto delle materie prime nuove potranno essere utilizzati i cosiddetti scarti consentendo anche ai paesi partecipanti di migliorare gli obiettivi di riciclaggio e l’efficienza nell’uso delle risorse.
“Dopo aver analizzato le principali criticità di carattere normativo-procedurale, economico, tecnico e culturale – dice Antonella Luciano, ricercatrice Enea e responsabile del progetto - metteremo a disposizione dei partner una metodologia per superarle in funzione delle specificità dei diversi paesi, coinvolgendo stakeholder ed esperti del settore. I risultati di questa attività aiuteranno i decisori politici ad adottare misure specifiche utilizzando le migliori pratiche dei paesi partner in cui l’utilizzo dei rifiuti da C&D è ampiamente praticato”. Primo passo, un’analisi del quadro normativo di ciascun paese, il potenziale di rifiuti proveniente da costruzioni e demolizioni, la capacità di riutilizzo e le buone pratiche. Oltre che la partecipazione di imprese di costruzione e demolizione, riciclo, ricercatori e professionisti e autorità di controllo. “Durante tutta la prima fase del progetto – argomenta – la ricercatrice – Enea ha coinvolto nello studio i principali stakeholder. Ci si è poi confrontati su approcci e migliori pratiche anche attraverso workshop internazionali su specifiche tematiche, come ad esempio quello organizzato a Roma dalla Regione Lazio, con il nostro supporto tecnico, sull’utilizzo del Green Public Procurement (Gpp) come motore per la gestione efficiente dei rifiuti da costruzione e demolizione. Non è un caso che questo workshop sia stato organizzato dai partner italiani, essendo l’Italia l’unico paese europeo ad aver reso obbligatorio il Gpp e ad aver attivato un sistema di monitoraggio”.
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