Il governo vuole ricavare introiti per alzare le minime a 780 euro.
ARTICOLI DI APPROFONDIMENTO
Taglio alle pensioni d'oro e aumento degli assegni sociali: perché i conti non tornano (di Nicoletta Cottone)
Pensioni d'oro sempre più nel mirino del vicepremier e ministro del Lavoro e dello Sviluppo economico
Luigi Di Maio. L'obiettivo dichiarato del taglio “Robin Hood” è ricavare un miliardo da spalmare sulle
pensioni minime per portarle a 780 euro, ribatezzandole pensioni di cittadinanza. In pratica si tratta di un'integrazione a 780 euro delle pensioni più basse.
La scure dovrebbe colpire, ha chiarito Di Maio, coloro che «non hanno versato una quota di contributi che dia diritto a un importo così alto». Specifiche tecniche ancora non ce ne sono, ma sulla base dei numeri forniti dall'
Inps sono state fatte ipotesi sulla realizzabilità del taglio e sugli impatti...
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Pensioni d'oro, dal taglio proposto da Di Maio un risparmio di appena 200 milioni (di Davide Colombo)
E’ stato calcolato che l'insieme delle pensioni attualmente in pagamento ha un valore finanziario superiore del 20-25% rispetto al valore dei contributi versati dai percettori durante la loro vita lavorativa. Le cause sono diverse e spaziano dal sistema di
calcolo retributivo più generoso, che abbiamo avuto fino alla metà degli anni Novanta, alla lunga transizione voluta per passare al
contributivo per tutti (scattato solo nel 2012) fino alla longevità dei pensionati (diretti e indiretti, con la reversibilità) che godono dell'assegno Inps per molti più anni di quelli che sarebbero stati coperti con i contributi versati. Quello “
squilibrio contributivo” si riduce però a poco più del 5% per le pensioni più elevate, poiché il nostro sistema prevede rendimenti decrescenti sulle contribuzioni più elevate...
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