Economia

In sei mesi persi oltre 500mila posti lavoro, sindacati in piazza

Milano, 18 set. (askanews) - "Ripartire dal lavoro". I sindacati sono scesi in piazza in moltissime città italiane per la giornata di mobilitazione nazionale convocata da Cgil, Cisl e Uil. Un'occasione per riportare al centro del dibattito il tema del lavoro proprio nella giornata in cui l'Istat ha reso noti dati allarmanti sull'occupazione in Italia.

E' stata infatti "progressiva" la perdita di posizioni lavorative da inizio marzo fino a circa 578 mila posizioni in meno al 30 giugno 2020. Un duro confronto con la dinamica dei flussi dei primi sei mesi del 2019, dovuto a -154 mila posizioni a tempo indeterminato e -424 mila a tempo determinato.

Il sopraggiungere dell'emergenza sanitaria e le misure di lockdown introdotte per frenare il diffondersi della pandemia hanno provocato difatti "forti perturbazioni nel mercato del lavoro", soprattutto nel secondo trimestre 2020.

In questo contesto d'emergenza i sindacati, a partire dalla Cgil guidata da Maurizio Landini che ha parlato da Napoli, lamentano di non essere stati convocati da Palazzo Chigi, nemmeno per sapere come il governo intende spendere i fondi europei.

"Il governo ancora non ci ha convocati per dire come vuole spendere i fondi europei. Noi vogliamo discutere adesso sulla riforma degli ammortizzatori sociali, sugli investimenti che si fanno e sui nuovi posti di lavoro che si possono determinare, su come superare la precarietà", ha detto Landini.

"Non diamo deleghe in bianco a nessuno", ha invece dichiarato Annamaria Furlan da Milano. Secondo la segretaria generale della Cisl deve ripartire la stagione della contrattazione.

"Abbiamo tanti milioni di lavoratori e lavoratrici che aspettano un rinnovo del loro contratto, pubblici e privati, addirittura abbiamo quelli della sanità privata che insieme a quelli della sanità pubblica che abbiamo definitivo per molti mesi i nostri eroi, che è da 14 anni che aspettano il rinnovo del contratto e questa è una vergogna". Per questo, ha concluso, il Governo e "le aziende private e le associazioni private e datoriali devono fare i contratti", ha spiegato Furlan.

Il leader della Uil, Pierpaolo Bombardieri, ha detto che è pronto alla rivoluzione per restituire dignità al lavoro.

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