Economia

Imprese familiari, alla Luiss un forum su passaggio tra generazioni e crescita

(LaPresse) Può un’impresa familiare crescere, investire e competere attraverso i passaggi da una generazione all’altra? È la domanda al centro dell’incontro “Impresa, Famiglia & Wealth Management. Strumenti per la continuità e la crescita”, promosso dal Centro di Ricerca in Strategic Change “Franco Fontana” che si è svolto alla Luiss di Roma. Attorno allo stesso tavolo, nell’ateneo intitolato a Guido Carli, rappresentanti del mondo delle imprese, delle istituzioni, dell’accademia e della gestione patrimoniale. Un tema cruciale dal momento che gli ultimi dati del Censimento delle Imprese Istat mostrano che in Italia l’80,9% delle imprese con almeno tre addetti è controllato da una famiglia e oltre 314 mila titolari d’impresa hanno più di settant’anni (pari al 10,7% del totale). In un Paese in cui la longevità delle persone è un dato demografico in crescita, la continuità d’impresa deve diventare un vero e proprio progetto. La successione si intreccia infatti con quattro grandi pressioni già in atto: la gestione delle nuove generazioni, l'adozione consapevole della tecnologia come l'AI, l'apertura al capitale privato (con il 73% di investimenti da operatori esteri) e le opportunità offerte dal nuovo quadro fiscale e normativo. “Nell’era in cui si parla tanto di longevità e di silver economy, il fatto che si stia tanto a lavoro è anche un’opportunità e una sfida ulteriore per le imprese” dichiara Enzo Peruffo, Prorettore per la Didattica della Luiss e Direttore del Centro di Ricerca in Strategic Change Franco Fontana. “La fase che veniva identificata con il passaggio generazionale è un progetto che può durare anche tanti anni per l’azienda ed è un progetto in cui è necessario non soltanto preservare la continuità dell’impresa ma anche il patrimonio dell’azienda e della famiglia. E quindi tutto insieme serve avviare questo processo che deve essere regolamentato, definire un’architettura e delle regole condivise”. Regole condivise che passano anche dalla gestione del piano giuridico, affrontata dall’avvocato Ottani Sconza, avvocato e partner Wealth and Trust Department di Gianni & Origoni: “La selezione degli strumenti giuridici non può essere fatta in laboratorio. Deve tenere conto del sistema valoriale di quella famiglia, del contesto geografico e del momento storico di evoluzione dell’impresa”. Con la necessità, segnala Ottani Sconza, di un cambio di paradigma: “Serve ripensare il paradigma culturale della gestione del passaggio generazionale. Più che andare alla ricerca del nuovo leader, strutturare un progetto di governo societario che sia accompagnato anche da un progetto della successione della proprietà dell’impresa”. Dal dibattito della Luiss è emerso come il ricambio generazionale non sia un semplice passaggio formale, ma una sfida di rinnovamento strategico per l’azienda. Per preservare la propria competitività, l’impresa familiare è chiamata a bilanciare l’identità fondativa con le logiche di mercato, rendendosi attrattiva per nuove competenze e aprendosi a sistemi di gestione strutturati e capaci di guidare l'innovazione.
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