Economia

IA e lavoro, il focus alla SDA Bocconi di Roma. Gennari: “C’è rischio di intelligenza atrofizzata”

(LaPresse) Fare il proprio lavoro in modo innovativo grazie all’intelligenza artificiale senza “atrofizzare” l’intelligenza umana. È questo il filo conduttore di “Innovare per vivere meglio”, l'incontro organizzato alla SDA Bocconi di Roma, a partire da “Innovation Rhapsody” di Alberto Gennari, fondatore e Ceo di WeOne. A cinque anni dall’uscita del libro, una riflessione sulle promesse della trasformazione digitale tra intelligenza artificiale, smart working e nuove sfide per le imprese. E una provocazione: la tecnologia che promette di renderci più efficienti rischia di indebolire proprio quelle capacità che ci rendono insostituibili: pensiero critico, autonomia di giudizio e relazioni umane. “Intelligenza atrofizzata è un gioco di parole molto serio al quale io mi appoggio” spiega Gennari, “perché l'intelligenza artificiale in realtà è un algoritmo a retro-propagazione, che vuol dire tutto e niente. In realtà rischia, se usata male o se non usata nella direzione corretta, di atrofizzare la nostra capacità come esseri umani di alimentare attraverso il dubbio delle risposte”. Il focus di Gennari è sul mondo del lavoro e su come è cambiato specialmente dopo la pandemia e con l’irruzione dell’IA nelle nostre vite. “Come dico spesso alle aziende l'intelligenza artificiale è un amplificatore” prosegue Gennari. “E quindi può amplificare la mediocrità se decidiamo di rimanere condannati a una dimensione semplicemente di utilizzo, amplificare l'eccellenza se lo consideriamo un potenziale alleato e super-potere attraverso il quale poter esprimere la nostra capacità di creare di più, sfidando la conoscenza che ci arriva processata dall'intelligenza artificiale, per poi, discutendone con gli altri, creare qualcosa che sia davvero una fioritura personale e professionale combinata”. Accanto a Gennari in questo dibattito imperniato su tecnologia e lavoro c’è Alberto Grando, professore ordinario dell'Università Bocconi ed ex Dean della SDA Bocconi: “Oggi il problema non è più accedere alla conoscenza, che è disponibile ovunque, ma la capacità di guidare la ricerca della conoscenza e interpretarla. Tutto questo porta anche al nostro lavoro di formatori e cioè di aiutare i giovani studenti a costruirsi le capacità di affrontare le sfide dell’utilizzo dell’IA”. Lavoro, impresa, università e tecnologia messi a sistema per tirar fuori il meglio dall’intelligenza artificiale con un impatto concreto sulle nostre vite senza inibire ciò che è umano. Un obiettivo che è anche una speranza per i lavoratori di oggi e di domani.
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