LAVORO: I NUMERI DELLA SETTIMANA

I numeri che bocciano i Centri per l’impiego

Canali non prioritari tra gli utenti, poco efficaci e inadeguati nella distribuzione delle risorse in base alle reali necessità. E' la fotografia della rete dei servizi per l'impiego, fornita dallo studio di Inapp, l'Istituto Nazionale per l'Analisi delle Politiche Pubbliche.
Una grave inadeguatezza, alla luce dei problemi italiani legati al lavoro: alta disoccupazione, concentrata soprattutto su giovani e donne, incrocio inadeguato tra le richieste del mercato e le competenze offerte. Problema ulteriormente aggravato dall'epidemia da Coronavirus, che ha portato alla perdita di 500mila posti di lavoro. Qual è dunque, la situazione dei servizi per l'impiego in Italia? Dall'indagine Inapp Plus, che ha registrato risposte multiple, emerge che il canale più utilizzato per la ricerca di lavoro è quello di amici, parenti, conoscenti, usato dal 55,3% del campione, seguono le autocandidature con il 50,6% e contatti all'interno dell'ambiente di lavoro con il 41,3%. Subito dopo i tre canali maggiormente usati si trovano: concorsi pubblici con il 35,9% e lettura di offerte di lavoro sulla stampa con il 34,8%. Insomma, per arrivare alla rete dei servizi per l'impiego bisogna arrivare in sesta posizione. Solo il 28,8% del campione dichiara di cercare lavoro attraverso questo canale. Seguono, ancora meno utilizzati, stage, tirocini ed esperienza lavorativa con il 28,5%, Iniziative legate ad attività autonoma con il 23,6% e agenzie di lavoro interinale con il 23%. Fotografia ben peggiore è quella dell'efficacia della rete dei servizi per l'impiego. Il canale attraverso il quale la maggior parte del campione ha trovato lavoro è quello di amici, parenti, conoscenti, con un 29,7%, seguito dai concorsi pubblici con il 19,2% e le autocandidature con il 16,1%. Per arrivare alla rete dei servizi per l'impiego, bisogna andare alla settima posizione, che registra solo un 2,9%. Da migliorare anche la distribuzione delle risorse nel territorio. E' nel mezzogiorno, infatti, che si registra il più alto tasso di disoccupazione ma la percentuale di addetti dei centri per l'impiego rispetto alla popolazione che ne ha bisogno è inferiore rispetto al resto del Paese.Ecco i numeri:
A sud e nelle isole sono presenti il 49,1% degli addetti dei centri, ma le persone in cerca di lavoro sono il 55,2%, insomma 1,5 addetti per 1000 disoccupati. Il Nord Est, che ha il 13,2% del totale degli addetti, solo il 10,7% di persone che cerca lavoro (percentuale più bassa ) ha 2,1 addetti ogni mille persone in attesa di un lavoro (la percentuale più alta in Italia). Per approfondire
Lavoro, sfide e opportunità
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