Economia

Fmi rivede in meglio la stima sul crollo dell'economia italiana

Roma, 13 ott. (askanews) - Il Fondo monetario internazionale ha rivisto in meglio le sue previsioni sul crollo che subirà l'economia italiana quest'anno, a seguito della pandemia: stima un meno 10,6% del Pil. Il dato, contenuto nel World Economic Outlook, che ha effettuato ritocchi in meglio per tutta l'economia globale, è di 2,2 punti migliore delle stime dello stesso Fmi di giugno, ma resta di oltre 1,5 punti peggiore rispetto alle previsioni appena inserite dal governo nella Nota di aggiornamento al Def (-9%).

Rivista al ribasso anche la portata del rimbalzo del Pil italiano sul 2021: più 5,2%, ovvero 1,1 punti in meno rispetto alla previsione di giugno. Anche le stime generali sull'economia globale smorzano la portata del crollo del Pil, atteso quest'anno a un meno 4,4%, dato di 0,8 punti percentuali migliore delle stime precedenti. Sul 2021 il Fmi prevede una ripresa globale del 5,2%, che recupererebbe quindi già tutto il crollo del 2020. Migliora la previsione anche sull'area euro e sugli Usa, mentre la Cina non subirà nemmeno una recessione.

Il Fondo Monetario parla di "tempi difficili, tuttavia - si sottolinea - ci sono alcune ragioni per essere ottimisti", come i miglioramenti sui test, i progressi sui vaccini e sulle cure, mentre "dati recenti suggeriscono che molte economie hanno iniziato a riprendersi a un tasso più rapido di quanto anticipato".

Tornando all'Italia, la crisi lascerà comunque segni profondi. Il deficit di Bilancio è atteso balzare al 13% del Pil quest'anno, dall'1,6% del 2019, per poi smorzarsi al 6,2% nel 2021, fino al 2,5% del Pil nel 2025. Il debito pubblico, dal già elevato 134,8% del Pil del 2019 è previsto lievitare al 161,8% nel 2020 e al 158,3% nel 2021. Infine, il tasso di disoccupazione salirà all'11% quest'anno e a un ulteriore 11,8% nel 2021.

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