Economia
Export, patto da 30 miliardi Intesa-Confindustria-Simest-Ice-Sace per il made in Italy
(LaPresse) Pubblico e privato messi a sistema, un credito di 30 miliardi per le imprese dell’export e la cooperazione con banche estere. Intesa Sanpaolo e Confindustria lanciano a Roma un accordo di investimento a sostegno delle aziende italiane nel mondo. Assieme a loro Simest (del gruppo Cassa depositi e prestiti), l’agenzia Ice e il gruppo assicurativo-finanziario Sace. Una proposta per l'internazionalizzazione e per il sostegno all'export delle imprese del Paese nel mondo, un impegno che vede affiancati operatori pubblici e settore privato per attivare sinergie di lungo periodo. Un intervento finalizzato a individuare nuovi fattori di crescita e traiettorie per la competitività italiana alla luce del contesto internazionale e del relativo impatto sul commercio con l’estero, rafforzato dalla disponibilità di 30 miliardi di euro di credito messi a disposizione dalla banca nel prossimo triennio e dalla sottoscrizione di nuovi accordi con primari istituti bancari in Francia, India e Brasile destinati a garantire alle imprese italiane all’estero assistenza operativa e finanziaria. “Siamo molto contenti”, dichiara a margine dell’evento il responsabile della Divisione banca dei territori di Intesa Sanpaolo, Stefano Barrese, “perché di fatto rafforza il lavoro che come banca facciamo sull'internazionale attraverso le nostre presenze all'estero. Questo è finalizzato a dare anche un sostegno alle nostre aziende per quanto riguarda l'attività di banca commerciale in senso stretto, quindi non soltanto l'advisory che già facciamo noi, e questo ci consente di accompagnarle, peraltro con una presenza in loco, non lasciando di fatto a loro, abbandonandole, la ricerca di un partner dal punto di vista finanziario”. Sostegno che, come spiega Barrese, parte dalla cifra: “Abbiamo messo a disposizione un plafond significativo. Sono 30 miliardi di credito, ma che attraverso, peraltro, l'attività legata ai crediti di firma diventano sostanzialmente 60, per cui è la dimostrazione di quello che la banca può fare, ovvero di fatto sostenere l'export del nostro Paese”. Sostegno e accompagnamento delle imprese all’estero che Intesa promette per rilanciare un export già in crescita. “Le nostre imprese sono straordinarie”, prosegue Barrese, “ma oggi devono affrontare una nuova crescente complessità che rischia di minare la loro competitività e in generale la crescita del nostro Paese. Lo sviluppo internazionale è una chiave del successo del made in Italy, per questo serve che operatori pubblici e privati insieme si adoperino per mantenere l’eccellenza della nostra industria nel mondo”. Gli scenari internazionali sono stati infatti al centro dell'incontro di Roma per presentare l’accordo come sottolinea a margine il presidente di Confindustria, Emanuele Orsini: “La geopolitica è cambiata profondamente e con essa gli equilibri del commercio internazionale. La sfida per l’industria italiana non è soltanto esportare di più, ma contare di più nei mercati globali. Dobbiamo rafforzare la presenza delle nostre imprese nelle filiere internazionali, costruire partnership industriali strategiche, soprattutto con i Paesi emergenti, e cogliere le opportunità offerte dai loro grandi piani di sviluppo e investimento. Gli accordi commerciali sono fondamentali, ma da soli non bastano: servono strumenti concreti per trasformare le opportunità in crescita, soprattutto per le pmi. Il patto che sigliamo oggi con Intesa Sanpaolo, Sace, Simest e Ice va in questa direzione”.