Economia

Energia e adattamento climatico, le sfide secondo Asvis e Acea

(LaPresse) - La crisi climatica è già una realtà e richiede interventi urgenti, soprattutto sul fronte dell’adattamento, dove l’Italia resta indietro. Il Piano nazionale firmato nel 2023, infatti, non è ancora pienamente operativo e serve una governance più forte per affrontare una sfida che colpirà in modo significativo il nostro Paese. A sottolinearlo è Enrico Giovannini, direttore scientifico dell’ASviS, che invita a considerare la crisi climatica non solo come tema di politiche pubbliche, ma anche di scelte private, dagli investimenti nelle infrastrutture ferroviarie a quelle portuali e aeroportuali. Investire oggi, spiega, significa ridurre i costi futuri. In questo scenario, emerge con forza anche il tema dell’acqua. La crisi climatica è infatti sempre più una crisi idrica, con impatti su città, agricoltura e industria. Solo nel 2022 in Italia si sono registrati 300 eventi estremi. Per Marco Pastorello, Chief Transformation Officer di Acea, l’acqua è “fonte di vita ma anche di occupazione ed economia” e, a livello globale, sta diventando “la nuova energia”, un elemento centrale per lo sviluppo. Da qui la necessità di rafforzare gli investimenti e le infrastrutture: secondo le stime, in Italia serviranno circa 100 miliardi di euro aggiuntivi entro il 2040 nel settore idrico, una risorsa pubblica ma anche strategica per il sistema industriale.
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