Economia
Digitale: Reply Xchange 2026, l'Agentic AI messa a sistema in ambito enteprise
(LaPresse) Gli strumenti basati sull'intelligenza artificiale sono sempre più orientati alle 'business application', capaci di ottimizzare dalle digital experiences ai processi produttivi, passando per l'accessibilità dei servizi online e l'organizzazione delle supply chains. Nell'era dell'AI agentica, infatti, è sempre più possibile portare all'interno del mondo dei dati anche i processi, le procedure interne alle aziende, trasformando così il dato da potere informativo a conoscenza della definizione delle attività aziendali. Le architetture agentiche possono così utilizzare i dati non solo per conoscere l'azienda, ma anche per capirne i processi interni e studiare come agirvi in maniera autonoma. Gli agenti Ai possono inoltre sempre più interagire tra loro, attraverso i dati e soprattutto, la conoscenza dei processi. Orientandosi verso il mondo sconfinato della gestione della customer experience e quindi della relazione con l'utente.
Di questo si è parlato a Reply Xchange 2026, dove la società - specializzata nella progettazione e nella realizzazione di soluzioni basate su nuovi canali di comunicazione e media digitali - ha aperto uno spazio dedicato alle principali evoluzioni dell’Intelligenza Artificiale in ambito enterprise. Il percorso mira a raccontare in modo concreto l’evoluzione dell’intelligenza artificiale attraverso esempi pratici della sua introduzione all’interno di processi e modelli aziendali, aiutando a comprendere in questo modo come gli ecosistemi guidati dall’AI stiano profondamente ridefinendo settori, modelli operativi ed esperienze.
"Oggi il tema conduttore è mettere gli agenti a scala, su tutti i grossi processi e le trasformazioni dei sistemi informativi. Il tema è anche il cambiamento del modo di lavorare, quindi il passaggio da copilota verso meccanismi ad esempio di co-work, e la trasformazione del software engineering che viene trascinata sostanzialmente da questo nuovo modo di lavorare", sottolinea Filippo Rizzante, CTO di Reply.
Le tecnologie basate sull'intelligenza artificiale sempre di più interpretano i dati suggerendo potenziali correzioni, anche real-time, ai processi produttivi, attraverso analisi temporali dell'andamento delle attività aziendali capaci di garantire un efficientamento produttivo. Generano interfacce, permettendo all'agente AI di gestire con sempre maggiore precisione e affidabilità le attività relative a un call center o uno sportello online di supporto all'utente. Automatizzano le attività di acquisto online da parte dei consumatori, con agenti AI di e-commerce che possono anche definire dall'inizio alla fine una transazione sulla base di indicazioni inserite precedentemente e relative a gusti e budget, sfruttando anche la possibilità di accorgersi e sfruttare sconti e offerte da parte dei venditori.
Ma possono anche orchestrare strategie di investimento dei propri risparmi, o allenare robot umanoidi a compiere attività di 'pick and place' di oggetti, così da introdurli gradualmente nelle attività di magazzino e di logistica delle imprese. E riescono anche aiutare a migliorare l'accessibilità dei portali e delle infrastrutture digitali, apprendendo ad esempio il linguaggio dei segni per supportare le interazioni di persone che parlano unicamente la Lis o che presentano ADHD, dislessia, daltonia. Non solo. Le potenziali ricadute dello sviluppo dell'AI agentica comprendono anche il campo della cultura, ad esempio addestrando modelli specifici come nella collaborazione tra Reply e l'Accademia austriaca delle Scienze. "Qui addestriamo modelli sul greco antico per tradurre la grossa libreria di papiri che loro hanno", sottolinea Rizzante, ricordando che "dell'oltre un milione di papiri che abbiamo a disposizione dell'antichità solo in greco, soltanto il 6% è stato tradotto, in più di 150 anni di umanità". Un tale modello "permette di accelerare tantissimo, con una funzionalità di co-pilota, l'attività dei ricercatori", e quindi di poter tradurre "questi scritti che sono di estrema importanza per capire il nostro passato".
Gli agenti Ai insomma riescono a mettere in campo non solo singole azioni ma processi, supportando le decisioni operative e operando come un'infrastruttura intelligente diffusa in una quantità innumerevole di ambiti. Diventando strumenti capaci di collegare conoscenza e processi, decisione e azione. Processi di trasformazione che rivoluzionano anche "il modo in cui anche le organizzazioni funzionano, su come vengono disegnati i processi dalla logistica alla fabbrica", aggiunge Rizzante, e che trasformano "anche alcune aree che sono sempre più interessanti, dove le aziende hanno necessità sostanzialmente di differenziarsi". Differenziazione, ha spiegato Rizzante, che passerà anche "attraverso l'addestrare i propri modelli e propri domini". In definitiva, "addestrare un modello specifico linguistico multimodale non è più fantascienza, anche per costi e per strumenti che ti permettono di fare questo".