fondi europei

Dal gasolio alla geotermia: come cambia la vita, l’ambiente e il portafoglio

di Silvia Pieraccini

Montieri è un borgo toscano della provincia di Grosseto, 1.400 abitanti a 700 metri d'altezza, che cinque anni fa ha compiuto una vera e propria svolta energetica, diventando un caso esemplare di buon utilizzo dei fondi europei. Perchè a Montieri fino al 2014 ci si scaldava con il camino, con le stufe a legna o a pellet, oppure con l'inquinante gasolio. Poi il Comune ha investito cinque milioni di euro, di cui 3,8 del Fondo europeo di sviluppo regionale, per realizzare un sistema di teleriscaldamento alimentato dal vapore della vicina centrale geotermica, vapore che viene ceduto a un prezzo di favore dall'Enel e, attraverso una condotta lunga 3 km, arriva fino al borgo storico, e poi direttamente nelle case per produrre calore e acqua calda. Un'operazione che ha cambiato letteralmente la vita agli abitanti di Montieri, oggi in grado di scaldare le proprie case come se avessero la rete a metano, che invece si ferma a 30 km di distanza. Benessere e risparmio vanno a braccetto con l'ambiente perché il teleriscaldamento geotermico evita l'immissione in atmosfera di anidride carbonica che si avrebbe con gli impianti di riscaldamento tradizionali. In Toscana, regione leader nella geotermia, sono già nove i Comuni che hanno scelto il teleriscaldamento per scaldarsi: Pomarance, Castelnuovo Val di Cecina, Monteverdi Marittimo, Monterotondo Marittimo, Radicondoli, Chiusdino, Montieri, Santa Fiora e Piancastagnaio che lo sta costruendo.
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