Economia

Coppa del Mondo di MTB: in Val di Sole la finale carbon neutral

Milano, 5 set. (askanews) - Vivere la montagna, anche con grandi eventi che muovono centinaia di persone, ma rispettando l'ambiente e soprattutto garantendo impatto zero sull'emissioni di CO2: si può fare, e si può fare bene come ha dimostrato lo svolgimento del Gran Finale della Coppa del Mondo di Mountain Bike ospitata in Val di Sole a Daolasa.

La tappa finale della Mercedes-Benz UCI Mountain Bike World Cup, alla quale partecipano i più grandi campioni della disciplina, ha infatti portato gli organizzatori del territorio - impegnati da tempo nella realizzazione dei più alti standard di sostenibilità - a far quantificare le emissioni dell'evento e a certificare le azioni di riduzione e compensazione della CO2.

"Anno dopo anno il nostro impegno per la sostenibilità si conferma e cresce, aggiungendo sempre un qualcosa in più nelle nostre iniziative - spiega Fabio Sacco, direttore dell'Azienda per il Turismo della Val di Sole - Dopo l'eliminazione delle plastiche monouso, quest'anno abbiamo fatto un passo in più e grazie alla collaborazione con Climate Partner abbiamo raggiunto una certificazione di 'carbon neutrality'. Sono state analizzate le emissioni di CO2 che l'evento produce in loco e anche per i viaggi di tutti i team, degli atleti, e di quanti vengono per lavorare sull'evento; sono state prese delle iniziative di mitigazione laddove possibile; e le emissioni che non è stato possibile ridurre saranno compensate grazie a due progetti di carbon-offset in Africa legati al tema dell'acqua. Anche quest'ultima scelta, va detto, è simbolicamente legata a una delle risorse del territorio più importanti: l'acqua".

Punto di partenza di ogni concreta iniziativa ambientale è agire su misure di riduzione, che, nel caso della Val di Sole, sono diventate progressivamente già degli standard organizzativi: dalle bottiglie di plastica sostituite con acqua sfusa, all'utilizzo di bicchieri e stoviglie monouso compostabili; dai pasti realizzati usando materie prime locali e con menu prestabiliti per diminuire la percentuale di alimenti sprecati, agli alloggi di atleti e team in hotel nelle immediate vicinanze dell'evento, per tagliare del 90% gli spostamenti in auto.

"Crediamo che questo sia un esempio davvero virtuoso di un evento che si è impegnato per la sostenibilità - dice Lisa Mazzoni di Climate Partner, la società italo-tedesca specializzata nell'assistere le imprese nella riduzione del loro impatto climatico - Siamo fermamente convinti che quello che misuriamo sia quello che possiamo poi gestire. Questo è il punto di partenza: prendere consapevolezza della propria impronta carbonica per andare a definire le scelte di riduzione e poi di compensazione. Sappiamo che c'è grande attenzione da parte del mondo degli eventi e quindi sappiamo che ci saranno tante altre realtà che seguiranno questo esempio virtuoso, e ci auguriamo di poterle supportare in questo cammino".

Sono 272 le tonnellate di CO2 equivalenti calcolate. La compensazione prevede il finanziamento di due progetti certificati, uno in Sierra Leone l'altro nella Repubblica Democratica del Congo, per la costruzione di pozzi di acqua potabile e impianti di energia da fonti rinnovabili.

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